Il Silenzio in Scena: Chauvet Professional all’Auditorium Parco della Musica

Exterior vista panoramica dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.

Quando si progetta l’illuminazione per uno dei complessi architettonici e musicali più importanti d’Europa, le sfide tecniche viaggiano sul filo di lana tra le esigenze artistiche dei direttori d’orchestra, la versatilità dei grandi live e i rigidi vincoli strutturali delle sale. L’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma ha recentemente completato un massiccio aggiornamento del proprio parco luci per le sale Santa Cecilia, Sinopoli, Petrassi e per il Teatro Studio Borgna.

Un investimento condiviso al 50% tra le due realtà che convivono e animano la struttura, la Fondazione Musica per Roma e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, coordinato sul campo dai rispettivi Responsabili degli Uffici Allestimenti, Roberto Starnoni e Giovanni De Palma.

Roberto Starnoni è una figura “storica” e di riferimento del panorama tecnico romano, passata dai grandi eventi di piazza alla gestione e al coordinamento infrastrutturale degli allestimenti per la Fondazione Musica per Roma — ci ha accolto di recente per una visita in esclusiva all’interno degli spazi dell’Auditorium, affiancato dagli operatori e tecnici luci Stefano Zampetti e Alessandro Manco, alla scoperta di questo importante upgrade illuminotecnico.

La priorità assoluta: il grado di rumorosità

Lavorando a stretto contatto con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il requisito primario e invalicabile per i nuovi proiettori era la silenziosità totale. I Maverick Silens garantiscono un’assenza di rumore vitale per i concerti sinfonici, rimanendo impercettibili anche durante i movimenti di pan e tilt. Inoltre, le devices sono in grado di mantenere temperature d’esercizio ottimali senza scaldare eccessivamente.

Palco con leggii per orchestra e poltrone rosse della sala da concerto.
La sfida della colorimetria

I Professori d’orchestra sono da sempre abituati alla resa visiva dell’incandescenza tradizionale per la lettura degli spartiti. Passare dai vecchi proiettori alogeni e dai primi LED tarati a 3200K a un sistema interamente automatizzato ha comportato un delicato lavoro di fino sulla colorimetria.
Riprodurre una temperatura colore ottimale senza far virare la pasta luminosa verso dominanti gialle o verdastre è un’operazione complessa.
Dopo vari test per accontentare sia l’orchestra che i direttori della fotografia televisivi, si è optato per un compromesso intorno ai 4000K.
Questa taratura restituisce una maggiore brillantezza generale al palco, mantenendo l’omogeneità necessaria per le telecamere.

Precisione ottica, sagomatura e definizione del fuoco

L’impiego dei motorizzati della serie Maverick Silens ha evidenziato una resa ottica di alto livello.
Un aspetto fondamentale quando si lavora all’interno di sale acusticamente e visivamente severe come la Santa Cecilia o la Sinopoli.
Il gruppo ottico sviluppato da Chauvet Professional si distingue per un bilanciamento tra l’ampia escursione dello zoom e un controllo del fuoco di estrema precisione su tutta la superficie di proiezione.

Come ci raccontano Stefano e Alessandro, la definizione sui bordi rimane netta ed esente da aberrazioni cromatiche evidenti.
Questo consente di sagomare i fasci di luce con massima accuratezza sia sui quadri orchestrali che sulle singole sezioni del palco.
Il sistema di sagomatura interno risponde con fluidità e precisione millimetrica.
Permettendo agli operatori di isolare elementi scenici, elementi dell’orchestra o leggii senza sbavature o cadute di illuminamento sui margini.

Anche nei passaggi dinamici in tempo reale gestiti da banco, la tenuta del fuoco lungo l’intera corsa dello zoom garantisce
un passaggio omogeneo da lame di luce taglienti e definite a coperture morbide e diffuse.
Offrendo una versatilità indispensabile in questi ambienti.

Vincoli architettonici e portata

Un’altra criticità fondamentale che ha guidato il disegno luci è stato il limite di carico.
Tutte le strutture e i pantografi dell’Auditorium hanno un vincolo architettonico e meccanico non modificabile e fissato a un massimo di 70 kg distribuiti per americana.

Questo ha imposto un calcolo millimetrico dei pesi. Pesando circa 23-25 kg, è stato possibile posizionare fino a tre Maverick Silens 1X Profile su una singola tratta, restando al limite della tolleranza.
I Maverick Silens 2X Profile, con i loro 33.5 kg circa, non permettono invece di superare le due unità per struttura. Questa differenza di peso e potenza ha delineato una logica di posizionamento
ben precisa nelle sale miste: le dorsali e la parte posteriore ospitano i più potenti Maverick Silens 2X Profile, mentre nelle americane frontali trovano spazio i modelli Silens 1X Profile.

Il setup sala per sala

Il progetto ha previsto una distribuzione mirata per coprire le diverse vocazioni delle sale (click sul link per la scheda tecnica):

  • Sala Santa Cecilia: L’ammiraglia dell’Auditorium vanta il setup più imponente. 32 Maverick Silens 1X Profile (impostati in modalità 39 canali)
    e ben 20 Maverick Silens 2X Profile (impostati in modalità 41 canali). La sfida maggiore in questa sala è l’amalgama tra le due tipologie di fari per garantire una copertura omogenea in termini di lumen su un palco così esteso, spingendo la potenza centrale sui fiati, i timpani e il coro.
  • Sala Sinopoli: Qui l’impianto conta 19 Maverick Silens 1X Profile e 4 Maverick Silens 2X Profile.
  • Sala Petrassi: Il rig è composto da 16 Maverick Silens 1X Profile (di cui 10 sul palco e 6 posizionati in sala) affiancati da 6 Maverick Silens 2X Profile.
  • Teatro Studio Borgna: Intitolata al primo presidente della Fondazione che diede un forte impulso agli aggiustamenti tecnici della struttura, questa sala ha subito un profondo riadattamento. La parte superiore è stata smantellata per realizzare nuovi punti d’aggancio ed è stato montato un ring dedicato a servire le luci sul palco. Con l’installazione di una tribuna, è diventata uno spazio da 309 posti che lavora a ritmi elevatissimi.
    Oggi illuminato da un setup “tutto Chauvet” composto da 18 Maverick Silens 1X Profile.
Focus Tecnico: Specifiche e Confronto della Serie Maverick Silens

La serie Silens di Chauvet Professional nasce esattamente per risolvere i problemi di fondo appena descritti nei contesti teatrali, operistici e televisivi.
Di seguito un’analisi differenziale tra le macchine della serie utilizzate nel progetto.

  • Sorgente Luminosa e Resa Cromatica: Il Silens 1X Profile monta un motore LED Cool White da 420 W (affiancato da un LED RGB da 13 W per la gestione del red-shift). Eroga 6.081 lumen con un CRI di 97.1.
    Il Silens 2X Profile eroga oltre 12.000 lumen (12.269 lm in Full Flood e fino a 12.748 lm a zoom 50%), mantenendo un elevatissimo indice di resa cromatica (CRI tra 96.2 e 96.8) e un TLCI pari a 99.
  • Silenziosità Assoluta: Entrambe le macchine sfruttano un raffreddamento a convezione naturale al 100% senza alcuna ventola. Per il Silens 1X Profile i test indicano 1.2–1.5 dBA stazionari e 23.6 dBA in movimento.
    I test acustici ufficiali dell’University of Salford sul Silens 2X Profile certificano un livello di pressione sonora ad 1 metro di appena 0.9 dBA in condizione ambient/idle (-0.1 dBA in modalità Auto).
    Durante il funzionamento meccanico completo in modalità Absolute Silent, la pressione sonora ad 1 metro è di appena 22.9 dBA (potenza sonora Lwa di 36.4 dBA), fino a un massimo di 27.7 dBA in modalità Max a pieno carico.
  • Gruppo Ottico: Entrambe le macchine dispongono di zoom motorizzato. Con un’escursione da 6° a 56.2° per il Silens 1X e da 5.8° a 50.8° per il Silens 2X Profile.
    Includono un sistema sagomatore a 4 lame orientabili, miscelazione colore CMY con CTO progressivo, ruota colori, ruote gobo rotanti e statiche, animation wheel dedicata (presente nel Silens 2X Profile), prisma e iride.
  • Dimensioni, Peso ed Efficienza: 25.5 kg per 422 W di consumo. il Silens 1X permette di alleggerire il carico sulle americane e di collegare in power-linking fino a 6 unità.
    Il Silens 2X Profile, con i suoi ~33.5 kg e un assorbimento di circa 2.82 A a 230V (2.75 A a 240V), consente il rilancio dell’alimentazione fino a 2 unità sullo stesso circuito (limite di 12 A).
Dalla staticità al controllo real-time

A livello infrastrutturale, l’aggiornamento ha richiesto l’aggiunta di dorsali con nodi Art-Net per gestire l’elevato numero di parametri DMX sulle linee XLR.
Il vero salto di qualità per gli operatori e i lighting designer, tuttavia, è operativo.

Si è passati da un sistema che costringeva a far alzare e abbassare le strutture per i puntamenti fisici, a un controllo totale dalla console.
Ora, trasformare la funzione di una macchina da wash a special dedicato è una questione di pochi secondi.
Questo setup ibrido garantisce un’enorme flessibilità, capace di adattarsi in tempo reale sia ai concerti sinfonici più rigorosi che alle produzioni pop, live e televisive.

Articolo di Walter Lutzu. Copyright NRG30 srl.

Esibizione di danza con costumi rossi sul palco illuminato da sagomatori e fasci di luce caldi.

tel. +39 0376 1331094
fax +39 0376 1331094
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