478 proiettori Chauvet per il Jova Summer Party.

Le tournée di Jovanotti ci hanno abituato ad un tasso di creatività estremamente alto, in cui ingegnosi allestimenti scenici e tecnologie illuminotecniche d’avanguardia si integrano per creare setup originali e fantasiosi. Il Jova Summer Party non fa eccezione. Con il suo stage variopinto e impattante, e l’inedito format ‘festaiolo’ che ha attraversato l’Italia fino al maxi-concerto conclusivo al Circo Massimo di Roma, portando al suo immenso pubblico l’inarrestabile ottimismo di un artista carismatico come Lorenzo.

Il motivo dominante dello stage del Jova Summer Party è un arco luminoso di 38m di diametro, arricchito da una serie di ‘raggi’ che puntano verso l’esterno. Questo imponente allestimento si sovrappone all’elemento simbolo del tour, l’enorme LED Wall centrale, sagomato come una ‘barchetta di carta’, festosamente ribattezzata ‘L’Arca di Loré’.Il concept visivo ha integrato con grande intelligenza il LED Wall e l’imponente light rig (110 universi DMX con 57.444 canali).

478 proiettori Chauvet Professional sono stati al centro di questo show straordinario, con i loro colori intensi, la loro potenza, e l’effettistica spettacolare:
il light plot comprendeva 356 Color Strike M, 74 Maverick Storm 3 BeamWash, e 44 Colorado PXL Bar 16.
Dietro la straordinaria qualità illuminotecnica dello spettacolo c’è la creatività del LD Josh Geromin, già compagno di viaggio di Lorenzo nel precedente ‘PalaJova’ tour. Ringraziamo Josh per l’intervista che ci ha concesso, in cui ha descritto il ‘dietro le quinte’ del Jova Summer Party, e come ha utilizzato i proiettori Chauvet Professional nello show.

Color Strike M

“Conosco bene le Color Strike M; nel precedente ‘PalaJova’ ne ho utilizzato 200. A Lorenzo erano piaciute particolarmente, perché erano belle, perché facevano tanta luce.
Quando abbiamo avviato il progetto del Jova Summer Tour, ho preferito continuare ad affidarmi alle Strike, piuttosto che ad altri motorizzati – i tipici Wash e Spot – ma con delle quantità considerevolmente maggiori.
Nell’ultima data, ad esempio, quella del Circo Massimo, avendo allungato l’area per il pubblico, ne ho utilizzate altre per coprire anche le torri delay supplementari; il totale è stato di 356 Color Strike M (la configurazione standard del tour era di 312 pezzi).
Ecco il dettaglio della loro installazione:

  • 78 unità disposte in due file parallele sul grande arco;
  • altre 120 – suddivise in 12 cluster lunghi 6 m, composti da 10 unità ciascuno, che simboleggiavano una serie di raggi di sole diretti verso l’esterno;
  • 18 a terra sul floor;
  • le restanti erano posizionate sulle torri delay, montate verticalmente in clusters, per mantenere un’identità con il resto dell’installazione.”
Maverick Storm 3 BeamWash

“Va detto che la band non aveva una vera e propria pedana, perché l’idea era di avere i musicisti intorno a Lorenzo.
La pedana crea scenografia, ma nel momento in cui disponi la band su una pedana rialzata, rischi di relegarla in una sorta di recinto.
Lorenzo invece voleva avere un mood alla Santana, per così dire, con la band al centro, partecipe di tutto quello che succede sul palco.
Ho specificato 74 Storm 3 BeamWash, e in pratica tutto ciò che riguardava le Key light dei musicisti è stato gestito con loro.

Ne avevamo 16 sul ring sopra il palco, che servivano per la parte frontale dei musicisti; più altri 22 per gestire la parte dei tagli, sia a terra che appesi.
10 Storm erano disposti a terra, dedicati esclusivamente a fare il controluce della band.
Inoltre, sempre a terra, c’erano dei piccoli cluster di 5 unità, che creavano delle raggere che arrivavano da dietro per dare colore, e per togliere anche un po' di piattezza al LED Wall; in pratica per creare un po' di profondità tra la band e lo schermo, e non avere direttamente le sagome dei musicisti schiacciate sul LED Wall.”

PXL Bar 16

“Sul frontale c’erano 44 PXL Bar 16, che coprivano i 44 m di lunghezza del palco.
Nel mio light plot, le PXL Bar 16 avevano un doppio uso: nel primo le abbiamo puntate verso la platea per utilizzare tutta la loro gestione pixel a livello scenografico. In pratica, abbiamo realizzato una bordatura che stesse sotto il livello dei piedi di Lorenzo, in modo da creare anche fotograficamente – in continuità con l’arco – una cornice intorno a quello che succedeva sul palco.
Il secondo utilizzo è stato quello di fill-light; durante il concerto c’erano un paio di situazioni, di momenti più delicati, in cui serviva una luce un po' più puntuale per la ripresa. In quel caso abbiamo usato le PXL Bar 16 per togliere un po' di ombre dalla parte bassa del viso di Lorenzo, utilizzando colori che si intonassero con tutto il resto, in pratica come fill-light dal basso.”

Pixel Mapping

“Ho usato il Pixel Mapping sia sui Color Strike M che sulle PXL Bar 16; è stata una gestione ibrida, nel senso che abbiamo usato due modalità: dal banco (GrandMa3), e via Resolume Arena.
È stato un ibrido che ha funzionato bene: durante il pomeriggio gestivamo tutta l’area come se fosse un unico grande arcobaleno; in pratica, sull’arco principale veniva generato un arcobaleno sempre in movimento, e la stessa cosa succedeva sulle torri delay e sulle altre zone del palco, il tutto affidato al Resolume Arena.

Questo coordinamento tra banco e software ci permetteva di avere più livelli di gestione: potevamo controllare in sinergia sia la componente video del pixel mapping, sia quella più illuminotecnica gestita dal banco.
Sui ‘raggi’ composti dalle Color Strike M, ad esempio, abbiamo fatto girare scene con variopinte e dinamiche fiamme, con una resa finale che è proprio quella che volevamo ottenere; generare quel tipo di effetti con un banco è praticamente impossibile, mentre con la gestione video tutto diventa molto più semplice ed efficace.”

Credits:
  • Direttore della Fotografia / LD: Josh Geromin
  • Lighting Operator: Josh Geromin, Gianni Porcaro
  • Programmazione: Gianni Porcaro
  • Video Operator: Stefano Polli (Sugo Design
  • Regia: Sergio Pappalettera (Studio Prodesign)
  • Scenografia: MA+RIO di Matteo Oioli e Dario Bruno
  • Service / Technical Supplier: Agorà (luci / audio)
  • Capo squadra: Marco Carancini;
  • Camere e video: STS
  • Produzione: Trident / SoleLuna
  • Photographer: Michele Lugaresi

tel. +39 0376 1331094
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