ZAlight invita tutti i professionisti dell’illuminazione all’Open Day eXperience, il prossimo 22 Maggio, h.10:00–18:00, presso Radio Italia, a Cologno Monzese.

L’occasione imperdibile per una prova diretta o una demo personalizzata delle ultime novità Chauvet Professional:

Maverick Force 2 SoloWash

Maverick Force 2 BeamWash

Colorado PXL Curve 12

Strike Bolt 1C

Strike Array 2C

Ovation Reve P3.

In anteprima italiana anche due rivoluzionari sistemi per lo spettacolo e il broadcast:

ROB by Spotrack, e Wattman by Pess Energy.

In esposizione e in prova anche gli altri nuovi prodotti del catalogo ZAlight.

I nostri tecnici saranno a vostra disposizione per una completa product eXperience.

Per tutti, l’esclusiva birra artigianale ZA-beer.

Ringraziamo i professionisti del lighting e tutti gli amici che hanno affollato il nosto stand nei tre giorni del MIR 2024; l’interesse dimostrato per le novità che abbiamo presentato ci riempie di soddisfazione.

Quest’anno abbiamo raddoppiato lo spazio espositivo, per ospitare i grandi marchi internazionali che distribuiamo in esclusiva, e presentare una serie di assolute novità per il mercato italiano; come i rivoluzionari sistemi Spotrack – che consentono di gestire da remoto qualunque testa mobile come un vero Followspot, e gli innovativi generatori indoor/outdoor a batteria per l’industria cinematografica della PESS Energy.

Un MIR 2024 che ci riempie di orgoglio anche perchè i brand più noti e quelli emergenti hanno voluto marcare l’importanza della partnership con Zalight, partecipando all’evento con i loro responsabili, o con il loro prezioso supporto produttivo, tecnico e marketing.


Ringraziamo quindi: CHAUVET PROFESSIONAL, COSMOLIGHT, EXALUX, FANTEK, FOMEX, GANTOM, ILUMINARC, INNLED, LIGHTSHARK, LITES, MT-ELECTRONIC, MYMETHOD, PESS, QUARTZCOLOR, R2 LIGHTS, ROLLSTAR, SMOKE FACTORY, SPOTRACK

Tra gli intervenuti:

Liam Feeney (Managing Director di Spotrack);

Sophie Fry (Business Developer di PESS Energy);

per Innled: Quentin Gimenez (Sales Manager) e Amanda Sempill (Marketing Manager);

per Chauvet Professional:  Stéphane Gressier   (International Sales Director), Goran Donocic (Senior European Business Development Manager EMEA), Antonio Parise (EMEA Business Development Manager) e Eusebio Romero (Product Specialist).

Arrivederci al prossimo anno!

ZAlight da appuntamento a tutti i professionisti del lighting nel proprio stand, al MIR 2024, evento imperdibile in un mercato in costante evoluzione.

Quest’anno, ZAlight raddoppia il suo spazio espositivo, per accogliere tutte le novità appena presentate al LDI e all’ISE dai grandi brand internazionali che distribuisce in esclusiva.

Uno stand suddiviso in 5 aree espositive: EventiBroadcastTeatroSpettacolo e Installazione, in cui vedere in funzione i nuovi prodotti presentati per la prima volta in Italia.

EVENTI

L’area Eventi ospiterà il marchio Innled con i suoi eleganti proiettori e lampade wireless dal design minimalista, alimentati a batteria.

Il brand francese Pess Energy (di cui Zalight ha acquisito la distribuzione), presenterà il suo Wattman, un innovativo generatore a batteria che unisce elevata efficienza e totale mobilità, progettato secondo criteri di sostenibilità ambientale, con zero emissioni e zero rumore.

INSTALLAZIONE

Nel settore Installazione saranno presenti i prodotti del brand Iluminarc, leader americano dei sistemi per l’illuminazione architettonica, contraddistinti da qualità e prestazioni ai massimi livelli.

In esposizione anche la gamma di proiettori, sagomatori e pinspot super-compatti Gantom.

LightShark introduce interessanti novità software per la consolle LS1; disponibili inoltre l’espansione LS Wing e gli LS Nodes, device multifunzione ideali per la distribuzione del segnale in sistemi Lighting evoluti.

SPETTACOLO

Tante le novità di Chauvet Professional nell’area Spettacolo.

COLORado PXL Curve 12 è una rivoluzionaria barra LED con 12 teste mobili dotate di generazione RGBW, zoom e tilt motorizzati indipendenti.

Strike Bolt 1C è uno strobo LED IP65 senza paragoni, capace di generare potenti impulsi luminosi ma anche di trasformarsi in un pannello dai brillanti colori.

Maverick Storm 3 BeamWash è una testa mobile dalla configurazione unica: due gruppi ottici con zoom indipendente sorprendenti combinazioni di proiezioni Beam e Wash.

Tra i prodotti Fantek spicca la nuova torre di sollevamento telescopica a caricamento superiore TK 6422 LS; la torre è munita dell’innovativo ‘Loading Sense’, un sistema meccanico che consente di controllare il carico su un lifter in tempo reale, evitando qualunque sovraccarico.

In esposizione anche le Fog e Haze machines professionali Smoke Factory, famose per la loro praticità d’uso e robustezza.

L’area Spettacolo sarà ‘riscaldata’ dal Clone, con la sua sorgente al tungsteno così apprezzata dai LD di tutto il mondo. 

Il pubblico del MIR potrà provare per la prima volta una delle più attese novità del mercato, lo strumento che ha rivoluzionato lo stage lighting professionale: Spotrack, un sistema digitale che automatizza il puntamento e il controllo live real-time di qualunque gruppo di proiettori DMX, con una spettacolare operatività followspot.

BROADCAST

Tre storici produttori italiani arricchiscono l’area Broadcast: Cosmolight, con i suoi sistemi di illuminazione per studi TV e fotografici, e produzioni video; 

Quartzcolor con una gamma di prodotti top-end per studi TV e teatri.

Inoltre sono esposti i profilers e i proiettori LED Fresnel di un altro grande brand italiano, Lites. Prodotti già largamente utilizzati in ambito televisivo ed eventi.

Fomex è uno degli highlights dell’esposizione Broadcast, con i suoi pannelli luminosi FC1200 e FL600 con tecnologia a LED flessibili, indispensabili nelle applicazioni più creative.

Nell’area Broadcast sono inoltre presenti i prodotti del brand francese Exalux:

Exatile Pixel, che integra le caratteristiche di un pannello LED e di un proiettore, offrendo sia straordinari effetti luminosi, che una morbida luce di alta qualità.

La linea Exoraa, composta da proiettori e sagomatori LED ultra-compatti per installazione a binario, progettati per per piccoli studi e web TV.

TEATRO

Chauvet Professional è presente con una serie di interessanti prodotti anche nell’area Teatro, come la linea Ovation Reve-3, comprendente il sagomatore Reve E-3 e il Par LED Reve P-3, tutti in versione IP65.

Haze eco-sostenibile? Aqua Haze 700 della MT-Electronic è una haze machine che utilizza solo fluidi naturali al 100%, senza olio né glicolo (a protezione della voce). Venite a sperimentare l’haze più pulito sul mercato.

Per gli ospiti di ZAlight non mancheranno i momenti ludici (un vero videogame arcade anni ’80) e quelli rilassanti, con una speciale birra IPA a marchio ZAlight.

Save the date!

7 - 9 Aprile 2024, Fiera di Rimini

Pad. A3  Stand 007

Arrivederci@MIR.

L’attesissimo ‘Fuori Sanremo’ di Radio Italia ha ottenuto il successo di pubblico maggiore di sempre, ospitando secondo il suo collaudato format tutti gli artisti del Festival di Sanremo 2024, con interviste ed esibizioni live registrate nello studio appositamente allestito al Grand Hotel Londra.
Abbiamo chiesto a Ivan Lavezzoli, Lighting Designer e progettista del setup illuminotecnico di ‘Fuori Sanremo’, di descriverci il dietro le quinte dell’allestimento.

Il Setup
Abbiamo disposto a terra, lungo due lati del palco, 7 barre LED motorizzate PXL Curve 12, inframezzate da 7 teste mobili LED Rogue Outcast BeamWash; 12 Clone erano installati sulle due americane che incorniciano il LED wall centrale; per colorare le americane abbiamo inserito 10 Colordash Accent 3, a coppie, uno sopra e uno sotto. Poi abbiamo disposto 4 tubi Well STX 360 al centro del palco, che mi hanno aiutato a creare un bel rapporto dimensionale tra i cantanti, lo spazio circostante e il Led Wall di sfondo.
Abbiamo organizzato il setup per gestire al meglio, con un unico palco, due momenti distinti: le interviste del pomeriggio e subito dopo il live serale.
Perciò ho scelto prodotti molto versatili, per avere la possibilità di allestire un mini set live in poco più di un’ora.

Chauvet Professional Colorado PXL Curve 12
Sia le PXL Curve 12 che i Rogue Outcast BeamWash, messi nel setup giusto, sono stati perfetti. Per le interviste usavamo le barre con il tilt all’1% della velocità, per dare un minimo di movimento, e lasciavamo fisso l’anello di LED degli Outcast.
La sera, gli artisti venivano e avevano a disposizione 20 minuti di prove, poi partivamo subito col live, quasi alla cieca.

Devo dire che le PXL Curve 12 sono state una manna dal cielo, perché sono prodotti che ti permettono di gestire mille situazioni differenti in pochissimo tempo.
Nonostante tempi così stretti, ho lavorato benissimo grazie ai preset di movimento delle barre (una modalità veloce da programmare). Le PXL Curve 12 hanno la capacità di gestire separatamente le loro 12 mini teste motorizzate, con possibilità di movimenti lenti, veloci, doppio colore, zoom; certamente un prodotto super completo che ti permette con pochi pezzi di creare un’immagine veramente bella.

Chauvet Professional Colorado PXL Curve 12

My Method Clone
Sullo stesso palco oltre ai proiettori LED ho voluto anche i Clone.
Il Clone è un prodotto che con un po’ di fantasia si può mettere ovunque, perché ha il classico feeling del tungsteno ed è anche bello da vedere. Durante le interviste li tenevo molto bassi, con dei micro movimenti di dimmer; usando un frontale a 5.600K, i Clone, con la loro luce calda sui 3.200K, facevano l’effetto di una bella lampada da arredamento.
Durante i live invece utilizzavo dei chase, più veloci o più lenti in base alle varie canzoni. Dato che avevamo un Led Wall centrale un po’ preponderante nella scenografia, li abbiamo usati come se fossero la sua cornice.

LightShark LS1
Per controllare tutto il sistema ho usato solo una LightShark con un nodo di rete, con cui ho gestito sia la sala principale che un altro ambiente, la zona accoglienza.
In pratica abbiamo usato 4 linee DMX: due via WiFi, con la prima che controllava alcuni proiettori nella zona accoglienza, e la seconda che gestiva i Well STX 360 sul palco; le altre due linee invece avevano cavi fisici e le abbiamo utilizzate per tutti i motorizzati.

Con il mio collega Riccardo Tessari, che mi ha affiancato come operatore Resolum Arena,  abbiamo creato un coordinamento tra i colori dei contenuti del Led Wall e quelli dei proiettori; nell’oretta di tempo prima del live facevamo una scaletta insieme, cercando il miglior match tra visual e luci per ogni canzone.

Chauvet Professional Well STX 360
Sono rimasto stupito dalla durata della batteria interna dei Well STX 360; ci facevo uno spettacolo più le prove e avevo ancora batteria che avanzava, nonostante li utilizzassi con tutti i loro effetti; in pratica li accendevo la mattina e li spegnevo la sera.
Non essendoci un vero palco, i Well STX 360 mi hanno permesso, con soli 4 pezzi, di creare un bel rapporto dimensionale tra i cantanti e lo spazio intorno. Li accendevi, li mettevi su, guardavi in camera la posizione corretta e davi quel minimo di stacco tra il Led Wall, i motorizzati e l’artista, creando la profondità che serviva.

La ventesima edizione dell’ISE ha registrato la partecipazione di alcuni tra i maggiori brand internazionali distribuiti in Italia da Zalight.

Chauvet Professional, presente con uno degli stand più interessanti della fiera, ha esposto le sue ultimissime novità, introdotte al recente LDI 2024 in USA.

COLORADO PXL Curve 12

Una innovativa barra LED costituita da 12 teste mobili indipendenti, ciascuna dotata di pixel mapping, generazione RGBW, zoom e tilt motorizzati.

STRIKE BOLT 1C

Uno strobo LED IP65 unico nel suo genere:

oltre a generare potenti impulsi di luce può trasformarsi istantaneamente in un luminoso pannello dai colori saturi e uniformi.

STRIKE ARRAY 2 & 4 FC

Due potenti blinder IP65 ideali in applicazioni broadcast, in configurazione da 4 o 2 moduli; LED RGBA-WW, infiniti colori e accurata emulazione tungsteno.

MAVERICK STORM 3 BeamWash

La speciale configurazione con due gruppi ottici muniti di zoom indipendente offre sorprendenti combinazioni di proiezioni Beam e Wash, e creative capacità pixel mapping.

Chauvet Professional ha inoltre offerto un’anticipazione di altri interessanti prodotti, come la testa mobile Maverick STORM 1 Hybrid, e tutta la serie di sagomatori e Par LED Reve-3, comprendente i modelli Reve E-3, Reve P-3 e Reve F-3, tutti in versione IP65.

Altre novità di Chauvet Professional sono state la presentazione – per la prima volta in Europa – della gamma completa delle soluzioni illuminotecniche per il settore architetturale a marchio Iluminarc; nonchè l’introduzione del nuovo brand Lyntec, recentemente acquisito, specializzato in sistemi di controllo remoto dell’alimentazione elettrica per installazioni audio/video/lighting.

Altra importante presenza a ISE 2024 è stata il gruppo spagnolo Equipson, che ha ha partecipato all’evento con i brand distribuiti in Italia da Zalight: Fantek e LightShark.

Fantek ha presentato le sue nuove torri telescopiche nelle versioni a carico frontale e superiore, nonchè l’innovativo ‘Loading Sense’, un sistema meccanico che consente di controllare il carico su un lifter in tempo reale, evitando eventuali sovraccarichi.

LightShark ha portato all’ISE 2024 alcune interessanti novità per la console LS1, come l’aggiornamento software alla versione 1.5.25, comprendente Record Merge e Record Remove, e l’introduzione di ArtNet v4, grazie al quale il numero di universi ArtNet disponibili sale da 4 a 8.

Un’altra interessante partecipazione è stata quella di Cosmolight, presente per la prima volta a ISE Barcelona col proprio stand, con una esposizione dei principali prodotti delle linee Cosmolight Infinity, Quartzcolor, e X Fresnel Quartzcolor; visibili nel suo stand anche i sistemi di sospensione a marchio IFF. 

Graziano Zanini e Luca Di Donato

Chauvet Professional ha inaugurato a Miami la sua nuova sede, nel corso di un ‘Grand Opening’ a cui hanno partecipato centinaia di ospiti VIP provenienti da Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia, tra cui molti dei più importanti LD internazionali.

Zalight ha ricevuto uno speciale invito all’apertura del nuovo complesso, come riconoscimento per essere diventata in un solo anno uno dei migliori distributori del brand Chauvet Professional nel mondo.

Il Grand Opening si è tenuto nello ‘Chauvet Experience Center’, un modernissimo complesso munito di una vasta showroom multifunzionale, in cui si è svolta una spettacolare presentazione dei più recenti prodotti del brand americano.

La nuova sede di Miami ospita anche l'ampio centro di Ricerca e Sviluppo di Chauvet, equipaggiato con i più avanzati sistemi di progettazione e collaudo, con l’obiettivo di portare le linee di prodotti a nuovi livelli di eccellenza.

Zalight è lieta di annunciare l'acquisizione della distribuzione per l'Italia di SPOTRACK, una giovane e brillante compagnia irlandese guidata da un team che combina una vasta esperienza nella computer vision e nell’entertainment lighting.

SPOTRACK ha rivoluzionato lo stage lighting professionale con un innovativo sistema digitale che automatizza il puntamento e il controllo live di qualunque proiettore DMX, con finalità di impiego come followspot.

Il sistema si basa su un algoritmo capace di calcolare e gestire la movimentazione coordinata di una o più teste mobili verso un “target”, indipendentemente dalla posizione e disposizione individuale dei proiettori, siano essi all’interno o all’esterno dello stage.

SPOTRACK è un sistema in grado di gestire qualsiasi tipo di proiettore motorizzato in commercio. Il suo processo di calibrazione è estremamente rapido in quanto non necessita di alcun tipo di sensore o lavorazioni preventive quali: misure dimensionali dello spazio scenico, rilevamento della posizione dei proiettori, set virtuali.

SPOTRACK si interfaccia con qualsiasi console luci. Consente perciò all’operatore alla consolle di gestire live i parametri desiderati dei proiettori followspot. Inoltre l’operatore alla consolle detiene il controllo per l’inclusione o l’esclusione dei proiettori stessi da ruolo di followspot al ruolo di proiettori di scena. La scelta dei controlli abilitati all’operatore followspot rispetto a quelli dell’operatore alla consolle è completamente libera.

SPOTRACK è in grado di calcolare la posizione relativa dei followspot rispetto allo stage, attraverso l’unica informazione necessaria, proveniente da una o due telecamere opportunamente poste a inquadrare l’area nella quale si desidera ottenere il tracciamento.

Una volta configurato il sistema attraverso la visuale della telecamera, tutti i proiettori calibrati all’interno di essa, saranno in grado di assolvere al controllo di seguipersona.

SPOTRACK è disponibile in due distinte versioni al fine di rispondere al maggiore numero di esigenze: TracMe e Remote On Board. Entrambi i sistemi utilizzano lo stesso algoritmo che si basa sulla visuale dello stage all’interno del quale avviene il tracciamento. TracMe muove i proiettori abilitati a Followspot con l’utilizzo del mouse azionato sullo schermo che inquadra lo stage.

Remote On board è il classico sistema a “maniglie” dotato di un touch screen interattivo per la gestione dei parametri dei proiettori Followspot, oltre al monitor target che inquadra lo stage.

Vantaggi principali di SPOTRACK

Nella foto

Graziano Zanini - CEO Zalight

Luca Di Donato - BDM Zalight

Liam Feey - CEO Spotrack

Una fantastica avventura – il cui successo ha stupito gli stessi artisti – svoltasi nei grandi stadi italiani, da San Siro all’Olimpico, perchè solo gli stadi potevano contenere lo straripante pubblico dei Pinguini Tattici Nucleari.

11 concerti, tutti sold-out, per un totale di oltre 550.000 biglietti venduti, con lo straordinario epilogo di fronte a 80.000 fans, nella RCF Arena, al Campovolo di Reggio Emilia; una location diventata il crocevia dei mega-show e delle grandi celebrazioni – Liga, Harry Styles, ‘Italia loves Romagna’, per citare gli ultimi – e ovviamente il concerto dei Pinguini Tattici Nucleari. 

Uno spettacolo perfetto sia dal punto di vista musicale che tecnico, la cui realizzazione è stata curata dallo studio di progettazione ‘Ombra Design, un team specializzato nella creazione di contenuti multimediali (i contributi video sono stati una parte importante del concerto dei Pinguini), e nello show design e programmazione luci.

Per lo spettacolo dei Pinguini Tattici Nucleari – come ha spiegato Lorenzo De Pascalis, coordinatore di ‘Ombra’ per il tour – sono state richieste e utilizzate circa 120 Colorado PXL Bar 16 della Chauvet Professional.

Le barre sono state scelte per la loro luminosità (quasi sempre dimmerate, vista la loro esuberante potenza) e per la loro protezione IP65, una caratteristica ormai fondamentale per tutti gli show outdoor.

Le Colorado PXL Bar 16 sono state installate a bordo palco, sulla passerella, ad incorniciare i LED wall, e su 4 supporti motorizzati posti sopra il boccascena, per creare elementi geometrici particolari.

Evento: Pinguini Tattici Nucleari tour 2023

Location: RCF Arena – Campovolo

Service: Agorà

Team Ombra Design: 

Creative and Show Designer: Lorenzo De Pascalis

Project Manager: Giulio De Paoli

Creative Producer: Giovanni Greco

Technical Director: James Narduzzo

Art Director: Emanuele Kabu

Video Programmer: Andrea Voglino

Gli Imagine Dragons sono una delle band di maggiore successo del filone pop-rock melodico, con miliardi di stream, 75 milioni di copie vendute dei loro 7 album, e schiere di ammiratori in tutto il mondo.
L’Italia non fa eccezione, con oltre 70.000 fans accorsi al Circo Massimo per l’unico concerto italiano del lunghissimo ‘Mercury World Tour’ (108 date), iniziato lo scorso anno.
Atmosfera festosa e colorata, effetti pirotecnici e i quattro artisti a giganteggiare sui maxi LED wall.
Un inizio di concerto con ‘My life’, ‘Believer’, ‘It's time’, ‘I'm so sorry’ e ‘Thunder’ eseguite in rapida successione; e subito via con i cori da stadio di un’audience che conosceva a memoria tutte le canzoni della band.

Uno spettacolo unico (il Circo Massimo non aveva mai ospitato 70.000 fans tutti insieme), sostenuto da un light show di grande impatto, caratterizzato dai colori ultra-saturi e dai bianchi abbaglianti di oltre 100 Color Strike M Chauvet Professional, programmati da ‘Blearred’, dinamico studio di Lighting Design di Milano.
I Color Strike M erano disposti sulla cornice superiore dei tre LED wall; allineati sul floor, per tutta la sua larghezza; fissati alle americane delle torri delay.

Evento: Imagine Dragon in concerto al Circo Massimo

Lighting Design: Blearred

Service: Agorà

Per la sua decima edizione, l’Unlocked Music Festival ha messo a segno un grande colpo, portando in Italia niete meno che Peggy Gou, la DJ più cool del momento, in testa a tutte le classifiche di elettronica con l’onnipresente “(It Goes Like) Nanana”.
Il DJ set di Peggy Gou si è svolto su un palco all’interno dell’Area Archeologica di Selinunte, in Sicilia, in una affascinante commistione tra il suo show hi-tech e la cornice di una meraviglia architettonica dalla storia millenaria.

Massimo Tomasino, LD dell’Unlocked Music Festival per il secondo anno consecutivo, ci ha descritto il setup illuminotecnico, ma anche il valore simbolico e culturale di questo evento unico.

“Fammi ampliare il discorso al contesto – il sito archeologico di Selinunte – in cui si è svolto l’Unlocked Music Festival. Quando si crea un disegno luci in una location così suggestiva, un vero patrimonio artistico e storico dell’umanità, non è come farlo in un palazzetto dello sport o in uno stadio. L’approccio è molto più meditato – il mio lo è stato – nei confronti di questa meraviglia architettonica che fa da cornice al tuo lavoro.
É la seconda volta che creo il light show di questo evento (l’anno scorso la star era Paul Kalkbrenner, quest’anno Peggy Gou), pensando al palco, all’artista e a come integrarmi ed esaltare la sua musica con la luce. Ma quando guardo lo stage e vedo sullo sfondo, alla sua sinistra, il Tempio di Hera, una delle più straordinarie meraviglie dell’architettura greca in Italia, non posso rimanere indifferente; mi sento un pò come se stessi nascondendo quei monumenti, quel posto bellissimo.
Perciò ho proposto agli organizzatori dell’evento (V. Grasso e F. Lo Cascio) una forte integrazione tra l’Unlocked Music Festival e la location in cui si svolge, il Parco Archeologico di Selinunte; l’obiettivo è quello di far risaltare questo patrimonio storico fantastico, valorizzandone tutti gli elementi architetturali con un’illuminazione attentamente studiata, con accurate mappature, creando impensate sinergie tra il festival di musica elettronica e la millenaria area archeologica che lo circonda.
L’organizzazione ha risposto positivamente;  aspettano le mie proposte per presentarle al Direttore del Parco Archeologico, in modo da definire se e come implementarle nell’edizione 2024 del Festival, che comincerà il prossimo 10 Agosto e dovrebbe essere esteso a tre giorni.

Per quanto riguarda l’installazione illuminotecnica che ho disegnato per l’Unlocked Music Festival 2023, ho utilizzato per la prima volta, e con ottimi risultati, i Color Strike M di Chauvet Professional, che mi sono stati forniti da AMG International.
Li avevo solo visti in concerto e mi facevano gola, non vedevo l’ora di usarli.
Ne ho installati 32, di cui 5 in verticale a sinistra e 5 a destra dello stage, fissati su braccetti; 7 sul floor davanti al palco, fronte pubblico; altri 12 frontali verso il pubblico fissati alle americane che facevano da cornice ai 3 LED wall centrali.
Ho controllato i Color Strike con la mia Grand Ma 3 Full, in modalità 30 canali; ho usato 3 zone di pixel mapping nei plate RGB e la strobo lineare bianca, giocando contemporaneamente con i colori e con il bianco della strobo, creando effetti di mapping, chase, random, estremamente dinamici ed efficaci.
Il vero asso nella manica dei Color Strike è poprio l’unione dei pannelli LED RGB e delle strobo bianche; la possibilità di utilizzarli in maniera indipendente e di combinarli come vuoi, con due effettistiche e dimmerazioni autonome; in certi momenti dello spettacolo, quando sugli effetti di pixel mapping dei colori accendevo gli elementi strobo centrali con un ritmo rapidissimo, l’effetto era pazzesco.
L’evento è cominciato alle 3 del pomeriggio; ho fatto la prima parte del light show solo con i Color Strike M, e nonostante ci fosse tantissimo sole, quelle macchine si vedevano benissimo, delle bombe.
Sono rimasto veramente stupito dalla loro luminosità: nel pieno dello show, la sera, io ero in regia, a 60 m dal palco; il pubblico – non meno di 22.000 persone – si estendeva per altri 150 m dietro di me; ebbene, quando accendevo i Color Strike M con il bianco, li illuminavo a giorno!
Sono rimasto così soddisfatto dei Color Strike M che li ho già richiesti per il concerto clou del tour di De Gregori e Venditti, il prossimo 9 Settembre a Teramo.
Il light show dell’Unlocked Music Festival è stato tutto live; l’unica cosa in synch erano i contributi video (già pronti) durante l’esibizione di Peggy Gou, il resto l’ho fatto tutto in diretta. Peggy mi aveva inviato i brani in scaletta – che in parte conoscevo per avere realizzato i light show di altri festival di musica elettronica – e mi ero preparato una serie di macro dedicate.
Mentre dalle 15 a mezzanotte, prima che entrasse in scena la star dell’evento, ci siamo occupati integralmente dello show, dalle grafiche al lighting. Sono rimasto dietro la consolle per 11 ore di fila, è stata abbastanza dura, ma mi sono davvero divertito.”

Evento: Unlocked Music Festival 2023

Location: Parco Archeologico di Selinunte (TP)

Lighting Designer: Massimo Tomasino

Service: AMG International

Foto: Paolo Castronovo e Riccardo Parrinello

Una location di aspra e inaspettata bellezza – il Tones Teatro Natura di Crevoladossola, ex cava per l’estrazione del marmo, oggi riconvertita all’arte – ha fatto da suggestivo scenario al concerto della CM Orchestra, un ensemble di 60 musicisti con un repertorio che attraversa varie epoche e stili, per l’occasione arricchita da uno straordinario ospite d’onore: Mario Biondi, la più bella voce soul della musica italiana.
Un evento di grande musica in una scenografia unica nel suo genere, arricchita dai colori di un raffinato disegno luci, creato con le teste mobili Chauvet Professional.

Abbiamo chiesto a Nicolò Damiani di MG Service, LD del concerto, un giudizio sui prodotti che ha utilizzato.

“Ho usato i Rogue Outcast 1 BeamWash per creare colore e atmosfera su tutto il palco, posizionati di taglio sull’orchestra; non c’era possibilità di appendere, quindi abbiamo dovuto usare delle strutture residenti, dei blocchi di marmo, ad un’altezza di soli 3,5 m.
È davvero un ottimo prodotto; mi ci sono trovato molto bene soprattutto per due caratteristiche: lo zoom ha un range fantastico, e ad altezze così limitate è stato utilissimo avere uno zoom così ampio. E poi i colori: sono rimasto veramente colpito dalla loro miscelazione; quando, alla consolle, agivo per creare piccole variazioni di colore – perchè c’era l'esigenza di cambiare leggermente l’atmosfera sull’intero palco – ad ogni piccola modifica l’Outcast 1 rispondeva in maniera efficacissima con delle bellissime sfumature; per me è stato un fattore determinante in questo concerto, soprattutto perchè la CM Orchesta ha suonato molti brani lenti, ed una risposta colorimetrica così precisa è stata una caratteristiche fondamentale. Inoltre la testa mobile è IP65, specifica da non sottovalutare,

Per quanto riguarda i Rogue Outcast 2 Beam, posso dire che sono davvero degli ottimi prodotti; mi sono piaciuti moltissimo per vari motivi: la qualità del fascio; la leggerezza, essendo fari IP65 hanno un peso davvero molto contenuto; la ruota colori è ottima; e poi l’effettistica: soprattutto i due prismi rotanti sovrapponibili che generano questo bell’effetto, così differente dal solito prisma circolare o lineare che si vede un pò su tutti i beam.
Avevo già usato in precedenza le teste mobili Chauvet Professional, i Maverick MK2 Wash e MK2 Spot, sempre in concerto con la CM Orchestra; mi sono trovato molto bene anche in quel contesto totalmente diverso, in teatro, al chiuso.

È la prima volta che utilizzo delle macchine IP65; quando abbiamo installato le teste mobili qui al Tones Teatro Natura pioveva, e devo dire che ero proprio contento di non dovermi preoccupare dei proiettori, e di poter vivere in maniera molto più serena l’evento. È chiaro che qua è tutto all’aperto, e se piove è comodo non dover coprire le teste mobili a 4m di altezza.
Un’altra cosa che mi ha colpito è il materiale con cui sono costruiti i Rogue Outcast; non è la classica plastica, è proprio un materiale completamente diverso, una lega di magnesio che dà loro una notevole robustezza; anche al tatto percepisci una sensazione di straordinaria solidità.

Evento: CM Orchestra in concerto feat. Mario Biondi
Location: Tones Teatro Natura, Crevoladossola
Lighting Designer: Nicolò Damiani
Service: MG Service di Marco Gervasio

Ligabue live allo Stadio Olimpico: ancora una volta un grande, intenso concerto rock, supportato da un light show di straordinaria efficacia.
Un palco ‘ultra-moderno’ se guardiamo le macchine impiegate, ma tradizionalmente ‘rock’ come struttura e impostazione; e come potrebbe essere diversamente, con un rocker come Ligabue e un LD come Jo Campana?

Jo, storico LD di Liga, per il concerto allo Stadio Olimpico ha voluto una grande ‘scatola’ di impronta classica, con un ampio LED wall centrale e due schermi laterali di servizio.
Una impostazione che ha rappresentato un tangibile ritorno al passato rispetto alla moda dilagante di sovrapporre all’artista on-stage una fitta narrazione fatta di contributi video.
La vera novità di questa configurazione, è stata infatti una importante presenza di proiettori installati dietro lo schermo centrale, che sono diventati i protagonisti del light show; il LED wall invece ha assunto un ruolo secondario, ospitando un numero limitato di riprese live con il segnale delle telecamere, e pochi e essenziali contributi video, spalmati con discrezione lungo tutto il concerto.

Gli elementi centrali di questa impostazione ‘vintage’ creata da Jo Campana, sono stati i Color Strike M by Chauvet Professional (130 pezzi): appesi alle americane a soffitto; fissati ad entrambi i lati della ‘scatola’; e disposti in maniera estremamente impattante in una matrice di 66 macchine (11 unità x 6) sul fondale, dietro allo schermo grande. È stato questo il vero cuore pulsante dello show.
Mappati con una Grand MA 3, i Color Strike M hanno aggiunto uno straordinario dinamismo al light show; sono stati utilizzati sia come wash, con dei colori super-saturi, che come strobo; interagendo con il LED wall centrale, ma soprattutto da soli, creando con le loro proiezioni un controluce efficacissimo.

Evento: Ligabue in concerto allo Stadio Olimpico, 14/07/2023

Lighting Designer: Jo Campana

Service: Agorà

Kappa FuturFestival 2023: un’edizione da record, con i Rogue Outcast 2 Beam

Il Kappa FuturFestival è uno dei festival di musica elettronica più grandi e spettacolari al mondo, e sicuramente quello più importante d’Italia; una posizione conquistata anno dopo anno grazie alla partecipazione dei più famosi DJ del panorama techno house internazionale; ma grazie anche alla location veramente unica: il Parco Dora di Torino.
Una vasta area post-industriale in cui convivono il nuovo – gli spazi rimodellati in funzione delle esigenze di vivibilità e fruibilità contemporanee – e i reperti degli ex impianti produttivi di Fiat e Michelin, dismessi qualche decennio fa; come le alte torri di raffreddamento in cemento, o gli iconici piloni metallici di sostegno pitturati di rosso; simboli di uno spazio in continua trasformazione che non rinnega il suo passato.

Il Kappa FuturFestival 2023 (dal 30 Giugno al 2 Luglio) è stata l’edizione dei record: 44.000 mq di spazi destinati alla musica e a tutti i servizi a supporto di un pubblico mai così numeroso (il target era di 95.000 presenze), 36 ore di musica diffusa dai più famosi DJ, e ben cinque palchi ad ospitare i loro DJ set.

Abbiamo chiesto a Giovanni Ricciardi – responsabile lighting del KFF23 e progettista del setup illuminotecnico di tutti i palchi – di raccontarci come è stato creato questo evento così unico; e un suo giudizio sulle teste mobili Rogue Outcast 2 Beam by Chauvet Professional, che ha utilizzato sui due stage principali del festival (46 sul ‘Nova’ e 32 sul ‘Voyager’).

Il processo creativo.

“Ho collaborato per diversi anni con Kappa Futur Festival, come operatore; dall’anno scorso sono stato coinvolto nella produzione dell’evento, e da quest’anno sono a capo di tutta la parte di lighting, progettando il setup illuminotecnico per tutti e cinque i palchi.

Mi occupo inoltre di co-direzione tecnica, al fianco di Andrea Moi: insieme abbiamo provato, per la prima volta, a portare un approccio diverso ai disegni di tutti gli stage (soprattutto il Nova e il Voyager) fondendo l’arte moderna, il mondo install e l’universo dello spettacolo.

In fase di pre-produzione collaboriamo con un’agenzia esterna, che crea su nostre indicazioni le bozze di disegno dell’impianto scenico. Noi le prendiamo e le facciamo nostre, modificandole nella maniera più consona al festival.
Finita questa prima fase, inizio ad immaginare la quota luminosa. Il processo è abbastanza simbiotico: mentre disegniamo l’impianto scenico so già quali siano le posizioni migliori per i corpi illuminanti.

Una delle vere necessità – soprattutto per il palco Voyager – è stata avere delle macchine totalmente IP; in altri contesti puoi provare a coprire i proiettori, in quella situazione no. 

La scelta del Rogue Outcast 2 Beam.

Venendo da un mondo prettamente tecnico, mentre disegno per un evento di questo tipo, con una durata estesa su più giorni, mi pongo anche domande relative ai dettagli costruttivi/strutturali dei prodotti, oltre che a quelle illuminotecniche: installare delle macchine importanti, ma che rischiano di non arrivare al secondo giorno in caso di meteo avverso, non è una scelta corretta.

Vivendo la maggior parte del nostro tempo impegnati in eventi outdoor, abbiamo la necessità di confrontarci sempre con questo tipo di dinamiche, fortunatamente adesso cominciamo a vedere delle macchine IP che non scendono a compromessi. Negli anni passati, le poche macchine IP sul mercato sacrificavano una bella parte della potenza luminosa. 

Avevo chiesto a Mirko Vinciguerra di AMG International un certo corpo illuminante, un Beam importante come spinta, IP, e lui mi ha proposto il Rogue Outcast 2 Beam di Chauvet Professional; un proiettore che del resto ero molto curioso di provare.

Sono contento di avere accettato, e sono rimasto molto stupito, perché è una macchina IP65 che nel suo segmento sicuramente ha molto da dire.

Sono realmente colpito dalla sua performance, forse condizionato delle esperienze con le macchine stagne del passato; insomma, non mi aspettavo tanto output, e sono super contento; e ti dirò un’altra cosa: per essere un Beam, il frost mi ha veramente stupito, è molto, molto bello.

I palchi.

Pur con tutte le difficoltà relative ai vari aspetti dello stage management (Kappa Futur Festival non è solo DJing “classico”, abbiamo cambi palco e consolle importanti fino ad arrivare ai live suonati, su alcuni palchi), abbiamo spinto per avere delle forme un po’ particolari.

Il Nova e il Voyager sono i palchi più ispirati alle installazioni moderne, considerando appunto la loro forma poco convenzionale.

Tutto quello che c’era sul Nova era pensato per abbracciare e sottolineare le sue forme curve; la suggestione che si voleva creare, anche giocando con i posizionamenti delle due fasce di Ledwall, era quella di avere un palco con una volumetria quasi cilindrica nonostante fosse aperto, e le macchine sono state disposte secondo questo criterio.

Ti dicevo del frost perché quando sul Nova (insieme all’operatore Emanuele Mantovani) abbiamo deciso di usarlo per creare dei volumi, far perdere la percezione dimensionale e calare l’artista in uno spazio senza limiti “netti”,  i Rogue Outcast mi hanno sorpreso! Le proiezioni erano presenti e d’impatto, tuttavia molto delicate, nonostante sia una macchina nata come Beam.

Sul Voyager invece, li ho utilizzati per sottolineare la verticalità di quel palco, che ha l’aspetto di un vero monolite; la torre, vista in pianta, è un quadrato ruotato di 45°.

Le teste mobili erano montate su braccetti lungo gli spigoli e sottolineavano tutta la parte verticale dello stage. Abbiamo poi deciso, insieme a Maicol Trezzi - l’operatore che ho scelto per il Voyager-  di aggiungerli anche sul profilo basso del palco; perciò un’installazione che fondamentalmente sottolineava i profili della torre e della parte bassa dello stage.

Usandoli con degli effetti di ‘fly out’, ho provato a staccare questo elemento verticale monolitico dal pavimento, a dare una sensazione di movimento verso l’alto; una verticalità estrema che riprende la fisionomia del Parco Dora, una ex acciaieria con delle strutture alte fino a 30 m lasciate intatte.
L’idea era quella di inserirmi, con la luce, nel contesto esistente, di provare a recuperare altezza e portare questo palco verso il cielo. Perciò ho voluto quei beam sui fianchi e li ho impiegati usando molto più il tilt che il pan; questo anche grazie al fatto che avevo a disposizione un fascio molto luminoso, anche nelle ore diurne; il festival vive da mezzogiorno a mezzanotte, quindi buona parte dello show è in condizioni di daylight o quasi; il fatto di avere tanto output mi ha sicuramente aiutato.

Tenuta in considerazione la selezione degli artisti per quel palco abbiamo optato per tracciare l’aria con delle linee solide, per sfruttare al massimo il punch delle macchine.

La programmazione.
In questa edizione non ho personalmente programmato tantissimo; il tempo per me era poco, perché quest’anno ero anche il vice-direttore tecnico, e avevo una serie di tematiche da seguire, non strettamente legate al lighting design. Per questo, mi sono rivolto a professionisti di cui mi fido molto a livello di operatività.

Ho preparato per i cinque palchi una serie di moodboard, immagini, suggestioni che riassumessero le sensazioni che provavo per ciascuno stage, e come avrei voluto rappresentarle, e i miei operatori hanno provveduto a concretizzarle in programmazione.

Date le set list da vero festival, ovviamente non avevamo degli show strutturati, programmati nella classica forma di sequenze di cues; il light show era live, tutto in busking, con i blocchi che gli operatori avevano preparato ed “assemblavano” in tempo reale.
Tutti i palchi erano in sync costante con la musica (odio che ci siano effetti fuori tempo); il banco faceva il tap dei BPM in tempo reale; gli effetti del light show erano costruiti usando un sistema di macro, Speed Master, Rate Master.

La collaborazione, l’interazione (e l’integrazione) con il comparto video quest’anno sono state fondamentali, il collante fotografico degli show sono state le scelte (di colore e di mood in generale) condivise tra il reparto Lighting e quello Video, e triggerate a livello di colore dalle nostre console luci; il tutto passava da momenti di mapping video sulle luci quasi totale, a “neri” di video per lasciare spazio alla luce, uno storytelling diverso per ogni show, pensato per trasportare l’audience in una dimensione parallela.

Il Rogue Outcast 2 Beam.

A livello di output assolutamente nulla da dire: il Rogue Outcast 2 Beam è molto luminoso.

I colori fanno il loro lavoro, e il frost mi ha veramente sorpreso.

A livello di affidabilità, evidentemente parliamo di un prodotto molto interessante: le macchine sono rimaste accese 12 ore al giorno per 3 giorni, a 38° di media; ha piovuto, hanno preso tutta l’acqua, e non se ne è spenta una.

Sono super contento.

Stiamo già pensando al Kappa Futur Festival 2024; il Nova rimarrà più o meno simile; il Voyager invece dovrebbe avere un pò di evoluzioni. 

È molto probabile che usi di nuovo i Rogue Outcast, perché sono la soluzione ideale, per le caratteristiche che ti ho detto e per la protezione IP65; al momento non so quanti altri concorrenti ci siano.”

Evento: Kappa FuturFestival 2023.

Location: Parco Dora, Torino.

Responsabile lighting e Progettista setup illuminotecnico: Giovanni Ricciardi.

Operatore Palco ‘Nova’: Emanuele Mantovani.

Operatore palco ‘Voyager’: Maicol Trezzi.

Service: AMG International.

Giovanni Ricciardi, Bio.
Giovanni Ricciardi, classe 1987, profondamente appassionato dall’informatica sin da piccolo, accosta da sempre l’amore per la luce e la tecnologia.
Già da adolescente inizia ad affiancare operatori nell’ambito dello spettacolo, con uno sguardo sempre molto attento verso il mondo delle luci.
Terminato il liceo scientifico, nel 2006 decide di lasciare la sua terra e di trasferirsi a Torino iscrivendosi alla facoltà di Informatica, diventando “attivista” Linux e partecipando allo sviluppo di diversi progetti in ambito internazionale.
Contemporaneamente, inizia un percorso di studio personale sul lighting design che lo porta a farne la propria professione.
Il primo grande lavoro arriva con l’artista Youssou N'Dour per il quale fa l’operatore luci local. Da lì in poi è un susseguirsi di tournée, fiere, eventi privati top tier, festival. Tra questi, i più rilevanti Club To Club, Kappa Futur Festival, Collisioni, Movement, tutti gli eventi di Ferretti Yachting.
A partire dal 2017 diventa lighting designer residente e direttore tecnico presso OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, occupandosi della produzione e lighting design di artisti del calibro di Chemical Brothers, Elisa, Kraftwerk, New Order, Giorgio Moroder, Pixies e diversi altri. Condivide la GrandMA con Marco De Nardi nella progettazione e programmazione del lighting show di San Giovanni 2018 a Torino e in fase di setup e programmazione del nuovo impianto illuminotecnico dell’Allianz Stadium.
Nel campo della moda, si occupa di lighting design per le sfilate di Prada, Moschino, MSGM ed altri marchi, sia durante le fashion week che seguendo progetti in Medio Oriente, prevalentemente Qatar e UAE in generale.
Dal 2021 direttore tecnico e di produzione di eventi di alto profilo, per citarne alcuni : Humanlands (presentazione candidatura della città di Roma ad host di Expo2030 presso il Colosseo), Kappa Futurfestival, ISU Grand Prix of Figure Skating 2022, Final Four di Basket di Eurolega , vari eventi per conto di Gedi.
www.bluefaith.it

I Pooh si sono esibiti in due spettacolari concerti (entrambi sold-out) il 6 Luglio a San Siro e il 15 Luglio allo Stadio Olimpico; due date del loro nuovo tour ‘Amici per sempre – Stadi 2023’, che si concluderà il 19 Ottobre a Bari.

Abbiamo chiesto a Francesco De Cave, Lighting Designer del tour, di descriverci il light show che ha creato per la band più famosa e amata d’Italia, e come ha utilizzato i Color Strike M nei due concerti.

“Avevo già collaborato con i Pooh in occasione del Reunion Tour 2016. Quando ho cominciato a interagire con loro hanno subito apprezzato il mio modo di lavorare, e si è creato immediatamente un ottimo rapporto.

I Pooh sono stati la prima band italiana a prendersi realmente cura dello spettacolo live; il light show soprattutto; non trascuravano ovviamente la parte audio, ma per loro era molto importante la parte spettacolare del concerto; da questo punto di vista, sono stati veramente i precursori dello show business in Italia. A quei tempi, come loro non c’era nessuno e, insieme, si occupavano di tutto il management del gruppo, compreso, come ho detto, lo spettacolo. 

Quando sono arrivato io, non ho ovviamente scardinato questa modalità di lavoro ben collaudata, ma ho proposto loro un nuovo approccio allo show.
E quest’anno ritrovarmi ancora con i Pooh, e vederli così interessati a quali novità avevo preparato per loro, per me è stato molto importante, molto gratificante dal punto di vista professionale.

Il disegno del palco è di Jo Campana, che me lo ha condiviso nella fase finale; io l’ho preso così com’era e l’ho fatto mio senza apportare nemmeno un cambiamento.
Io e Jo abbiamo due stili diversi, per quanto riguarda i colori, le posizioni, le dinamiche.
In questo caso è stato molto interessante ‘entrare’ sul palco di un altro, utilizzare un light rig non disegnato da me, e poter fare comunque un grande spettcolo. 

Il mood generale del mio light show è stato la ‘strada Pooh’; cioè colori, armonie, ma anche un approccio ‘duro’ dove serviva, forte quando doveva essere impattante; ho seguito l’ispirazione che ti trasmette la loro musica, è la musica che ti consiglia cosa fare.
La linea che ho seguito è proprio l’immagine dei Pooh, quella che hanno sempre portato in giro in 56 anni, ispirandomi proprio ai loro primi concerti.
Già nel precedente tour – che celebrava cinquant’anni di successi – avevo preventivamente fatto una grossa ricerca su tutti i loro show, e nella scenografia avevo inserito un elemento, un pezzettino di ciascuno. Quest’anno, essendoci un palco già definito, sono potuto intervenire poco sulla scenografia, agendo in pratica solo sulle luci.

Una parte fondamentale del progetto luci di Jo, e sicuramente il suo elemento centrale, erano i 90 Color Strike M di Chauvet Professional: 66 disposti in una matrice di 11 macchine x 6 sul fondale, dietro al LED wall; 12 a soffitto, appesi a tre americane; e altri 6 per ciascun lato.
Non li ho disposti io, li ha disposti Jo; ma io me li sono fatti andare molto bene.
I Color Strike M hanno veramente tanti parametri, e per sfruttarli al meglio li ho utilizzati nella modalità a 97 canali; li ho mappati tutti con la Hog 4, e facendo tanto lavoro di gruppi ho creato una serie di effetti molto soddisfacenti.
La luminosità dei Color Strike M è impressionante, e anche la velocità di risposta della macchina ai comandi è pazzesca. I colori sono veramente belli, e – molto importante – restano costanti anche a un basso dimmeraggio; devo dire che sono rimasto molto soddisfatto.

Il grande LED wall centrale su cui venivano visualizzati i contributi video rivelava in trasparenza le macchine disposte dietro, con i fasci che lo attraversavano. Una bella idea che ha aggiunto una straordinaria tridimensionalità alla scena, una grande profondità, quasi come un layer di realtà aumentata.
Ed è proprio la sensazione che ho voluto dare; proiettando a volte con i Color Strike gli stessi colori delle immagini, per arricchirle ed enfatizzarle, altre volte invece contrastandole con una grande luminosità e colori molto diversi, creando una gamma di effetti estremamente dinamici o profondamente suggestivi.”

Artisti: Pooh

Tour: ‘Amici per sempre – Stadi 2023’

Lighting Designer: Francesco De Cave

Service: Agorà

Locations: 6 Luglio, Stadio San Siro, Milano;
15 Luglio, Stadio Olimpico, Roma

Dopo l’enorme successo della tournée 2022, partita il 18 Giugno dallo Stadio Olimpico di Roma e continuata con 55 date tutte sold-out, De Gregori e Venditti si sono esibiti lo scorso 17 Luglio a Firenze, nella splendida Piazza Santissima Annunziata, in occasione del Musart Festival.
Ringraziamo Massimo Tomasino, ‘storico’ LD dei due artisti, per averci descritto gli aspetti tecnici e artistici di questa tournée / evento, che continuerà fino al 24 Settembre.

“Il concerto del 17 Luglio a Firenze, in Piazza Santissima Annunziata, è l’ultima tappa in ordine di tempo di un’avventura umana, artistica e professionale cominciata il 18 Giugno 2022 sul palco dello Stadio Olimpico. Dopo quell’evento memorabile erano previste altre 5 date e terminare lì; invece abbiamo proseguito la tournée per tutta l’estate con 25 date, poi il successivo inverno con altri 30 concerti, e quest’estate, come vedi, continuiamo.


Prima di illustrarti il setup luci del concerto di Firenze, vorrei descriverti il mood della tournée.
De Gregori e Venditti sono due tra i massimi cantautori italiani, due artisti che hanno fatto la storia della nostra musica popolare; due mostri sacri che non hanno bisogno di ‘sovraesporsi’ su un palco. E in questa tournée recuperano una dimensione più intimista con il loro pubblico.
Guarda la scelta dei 30 brani in scaletta, da La donna cannone a Notte prima degli esami; parliamo di alcune tra le più belle canzoni mai composte. É un concerto da ascoltare con emozione; la scelta, sicuramente azzeccata, è stata quella di avere solo posti a sedere, qualunque fosse la location (e la Piazza Santissima Annunziata ne è un bell’esempio).


Abbiamo eretto il palco proprio di fronte alla basilica della Santissima Annunziata; mi è piaciuta l’idea di contestualizzare con i colori (ma con molta delicatezza e misura) anche i due palazzi contigui alla Basilica, renderli un'estensione ‘nobile’ dello stage; una ‘splendida cornice’ che ha valorizzato ancora di più il palco, ampliandolo ulteriormente, anche se in realtà lo spettacolo si svolgeva tutto lì sopra.

La squadra tecnica di questa tournée è sostanzialmente la stessa del tour 2022; e in parte anche i prodotti, ma con una sostanziale evoluzione: i Maverick MK3 Wash di Chauvet Professional.
Riassumendo, i Maverick MK2 Wash li avevo già utilizzati a partire dal concerto all’Olimpico, e li ho voluti anche in questa tournée.
Ne ho messi 20 sul tetto, appesi alle americane: 5 nella back, 4 nella mediana e gli altri 11 sul front. Li ho impiegati per colorare i musicisti dall’alto con un fascio molto morbido, giocando molto con i colori pastello.
Nella data di Firenze ho usato anche 4 spot, sia per proiettare dei gobo sul fondale (la facciata della Basilica) che per un controluce sui musicisti.

Per quanto riguarda i Maverick MK3 Wash, li conoscevo ma non li avevo mai usati. Mi serviva una macchina più potente per il floor, e quando li ho provati ti assicuro che sono rimasto sbalordito. Pensavo che fossero solo un pò più luminosi dell’MK2; invece, hanno una tale potenza che a volte, credimi, li devo tenere al 50% o anche al 30%.
Gli MK3 che ho messo sul floor mi sono davvero piaciuti perchè quando li stringo molto diventano così netti da sembrare degli spot un pò frostati; la cosa bella è che li puoi usare come wash, come spot, e con un pò di haze anche tracciare in aria dei disegni veri e propri, grazie al pixel mapping integrale e alla ruota gobo virtuale.
Ne ho utilizzati 6 sul floor, 3 a destra e 3 a sinistra, con dei bei fasci di colori, per i tagli su De Gregori e Venditti, che per me sono fondamentali; con gli stessi wash ho illuminato anche i musicisti. Il palco era 16 m per 12 m di profondità, e usando solo 6 pezzi l’ho riempito tutto. Li ho rivolti anche verso il pubblico, con lo zoom tutto stretto; i fasci erano luminosissimi, quasi degli spot.

La tournée gira in mezza produzione; noi portiamo i banchi, i monitor e il backline; io spedisco il mio raider dettagliato, e in base a quello preparano il palco esattamente secondo quanto richiesto. Il service di Firenze era Amandla; un grazie a Gabriele Achilli che mi conosce bene ed è stato perfetto nel rispettare tutte le mie esigenze.”

Evento: Venditti & De Gregori il Tour

Location: Firenze, Piazza Santissima Annunziata

LD: Massimo Tomasino

Service: Amandla

Foto: Luca Brunetti

Dal 16 al 18 Giugno si è svolto a Modena, ‘25 anni - 25 Hypercars’, l’evento speciale con cui Pagani Automobili ha festeggiato i suoi primi 25 anni.

Le 25 ‘dream cars’ allineate al centro di Piazza Roma, sullo straordinario sfondo di Palazzo Ducale, hanno ricevuto l’omaggio di una folla di appassionati provenienti da tutto il mondo.

Una festa che ha trovato in Modena la sua location perfetta, nel cuore della Motor Valley, il distretto industriale e tecnologico sede dei brand automobilistici e motociclistici italiani più famosi nel mondo: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati e, naturalmente, Pagani Automobili.

‘25 anni - 25 Hypercars’ è stato un evento molto ricco e articolato: dagli appuntamenti musicali (l’esibizione della Jazz Orchestra del Conservatorio di Milano ed il concerto di Mario Biondi), al suggestivo video-mapping su Palazzo Ducale.

Ma la protagonista delle tre giornate è stata l’esposizione delle 25 esclusive automobili che hanno diffuso in tutto il mondo il mito Pagani.

25 modelli dalle forme e dai colori raffinati, per la cui illuminazione è stato creato un setup all’altezza di questa eccellenza, con l’installazione di 70 sistemi T4 Innled, realizzata dalla ‘B-On’ di Bergamo.

Abbiamo chiesto ad Antonio Bonetti, responsabile di B-On, quale è stato il ruolo della sua azienda nell’organizzazione generale dell’evento, e come ha gestito la parte illuminotecnica.

“B-On aveva già collaborato lo scorso Settembre con Pagani Automobili per l’allestimento e la presentazione della nuova Hypercar Utopia al Teatro Lirico e per la mostra temporanea al Museo Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano. Siamo stati coinvolti da Luigi Ganzerli, Communication Supervisor & Project Manager dell’azienda per la realizzazione della parte illuminotecnica di questo evento che hanno fatto in Piazza Roma a Modena chiedendoci di illuminare le 25 vetture esposte; in pratica il concept e la realizzazione del progetto espositivo è stata interamente realizzata dall’Ufficio Comunicazione di Pagani Automobili , mentre l’organizzazione illuminotecnica generale è stata gestita principalmente da B-On in collaborazione con il LD Andrea De Berti.

Io e LD Andrea De Berti abbiamo proposto il T4 di Innled; lo conoscevamo da diversi anni; ci avevamo già lavorato, e l’abbiamo utilizzato più volte per illuminare automobili; ha i vantaggi di essere un faro elegante, minimale, che si integra con l’ambiente con grande discrezione, e non impatta nella visuale.

Il T4 è piaciuto subito anche al Project Manager di Pagani Automobili, perché molto elegante.

Questi proiettori minimali, alimentati a batteria, in certe situazioni sono indispensabili, per evitare i cavi alimentazione a vista che possano guastare l’armonia dell’allestimento. Comunque, abbiamo utilizzato i T4 per tre giorni senza mai ricaricare le batterie, dalla sera fino a mezzanotte, senza alcun problema di autonomia.

É stato abbastanza complesso, ma ci siamo sforzati di far risaltare al meglio le finiture e i colori di quelle meravigliose carrozzerie in carbonio: abbiamo impiegato il modello con CCT variabile da 3000 K a 5000 K, trovando sui 4000 K il match ideale con le finiture delle Pagani.

Tutto il setup era controllato da remoto con un trasmettitore HF / WiFi TA51, sempre di Innled.

Ho assegnato a ciascun faro un indirizzo DMX distinto, per avere la possibilità di accendere e spegnere i singoli elementi in base alla necessità.

Tutti i proiettori installati hanno sempre funzionato perfettamente. Tra parentesi, il primo giorno dell’evento c’è stato un temporale, e i T4 si sono presi una bella bagnata d’acqua, ma con la loro protezione IP43 non hanno avuto alcun problema.”

Evento: ‘25 anni - 25 Hypercars’

Location: Piazza Roma, Modena

Concept e progetto espositivo: Ufficio Comunicazione Pagani Automobili

Progetto illuminotecnico: Antonio Bonetti, Andrea De Berti

Installazione: B-On

Fornitori T4: Airone Service, New Light, Gemini, Audiolux

Quando la solidarietà  chiama, la musica risponde con i suoi protagonisti, insieme in uno straordinario concerto-evento in diretta su RAI 1, a sostegno della gente di Romagna, colpita dalla terribile alluvione del 15 Maggio.
‘Italia Loves Romagna’ è il nome del maxi-concerto benefico tenutosi il 24 Giugno a Reggio Emilia; un nome che rappresenta lo spirito con cui un intero Paese si è stretto attorno a questa regione e si è mosso in suo aiuto.
Un cast stellare, con 18 artisti del calibro di Adrea Bocelli, Ligabue, Laura Pausini, Negramaro, Zucchero – per citarne alcuni – si  si è esibito sul gigantesco palco eretto nella RCF Arena, la struttura open-air di 200.000 mq di Campovolo

Nell’allestimento dell’imponente impianto luci è stato massicciamente utilizzato il proiettore strobo / wash Color Strike M by Chauvet Professional, posizionato a terra lungo tutto il proscenio, nonchè appeso alle americane sia sopra lo stage che lateralmente.

Il Color Strike M, con le sue due sorgenti tubolari ultra-luminose inserite al centro di un pannello LED full color, è sia un potentissimo Strobo, sia un proiettore Wash con tilt 180°, capace di generare un fascio molto luminoso dai colori saturi.

Una macchina progettata per i grandi concerti, ma così flessibile da adattarsi facilmente alle esigenze di dimmerazione della diretta televisiva e sempre ‘presente’ e performante in ogni inquadratura.

Una versatilità ulteriormente confermata dalla protezione IP65, che gli ha permesso di funzionare senza alcun problema malgrado la ‘bomba d‘acqua’ che ha disturbato le prove dello spettacolo poche ore prima della diretta.

Lighting Designer: Jo Campana
Direttore della Fotografia RAI: Mario Catapano
Assistenza alla Fotografia: Marco Lucarelli
Service: Agorà

La "Casa del Toro" ha festeggiato il suo 60° anniversario e per l'occasione Lamborghini Bergamo ha celebrato questo anniversario con un evento d'eccezione al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (Brescia), sul Lago di Garda.

Diversi modelli iconici del marchio, come la 400 GT, la Miura, la Countach 25°, la LM002 o la Diablo, sono stati presentati ed elegantemente illuminati con le T4 di INNLED dal nostro partner Mediaextreme di Parma.

Il 12 maggio Elodie si è esibita sul palco del Forum Mediolanum di Assago in un atteso concerto subito sold-out. Più che un concerto, si è trattato di un evento spettacolare di livello superiore, uno show che dal punto di vista tecnico e artistico ha pochi paragoni in Italia.
Una band di 12 elementi, 15 tra ballerine e ballerini, e un folto gruppo di ospiti, da Elisa a Paola & Chiara.
Uno sforzo organizzativo in cui tutto è stato pianificato con estrema cura: il gigantesco palco con una lunga pedana, le coreografie, i video, ma soprattutto le luci.
Un light rig di dimensioni e qualità di livello internazionale, al centro del quale irradiava ondate di energia il nuovissimo Color Strike M, proiettore Strobo / Wash motorizzato IP65 di Chauvet Professional, distribuito in esclusiva da Zalight.

Il disegno luci dello show di Elodie è stato affidato a Blearred, dinamico studio di Lighting Design di Milano, con al suo attivo molti tra i più importanti tour italiani.
Abbiamo chiesto a Ivan Russo, Technical Project Manager di Blearred, come ha utilizzato i Color Strike nello show di Elodie al Forum Mediolanum di Assago.

“Abbiamo usato 68 Color Strike M durante l'evento, in modalità 24 ch. Di questi, 40 posizionati in verticale su scalette tra le porzioni di LED wall, mentre i restanti 28 sono stati impiegati come controluce ed effettistica su una passerella rialzata upstage; questa passerella era destinata ad ospitare momenti di ballo e DJ set. Abbiamo scelto di usare i Color Strike M come componenti di matrici per creare un muro di grande impatto; le loro funzioni di Wash full color e di strobo White hanno dato al concerto un'atmosfera vibrante e coinvolgente. Grazie alla loro versatilità, siamo riusciti a creare un'ampia gamma di sfumature e combinazioni cromatiche, che hanno contribuito a enfatizzare l'energia e l'intensità degli spettacoli sul palco.
A causa delle limitate tempistiche dell'evento, non siamo riusciti a sfruttarne appieno tutte le potenzialità. La parte di pixel mapping, che ci avrebbe permesso di creare effetti dinamici e suggestivi con l'illuminazione dei singoli blocchi di pixel, è stata utilizzata solo su un brano. Siamo consapevoli che ciò rappresenta solo una piccola porzione delle incredibili capacità dei Color Strike M, ma siamo comunque soddisfatti del risultato ottenuto con queste macchine, e del loro contributo nell'arricchire l'esperienza visiva del concerto.
Continueremo ad esplorare le possibilità offerte dai Color Strike, cercando modi creativi per offrire sempre spettacoli indimenticabili e coinvolgenti al nostro pubblico.

La proposta di utilizzo dei Color Strike M è arrivata direttamente dal Service Agorà, una delle principali realtà nel settore degli eventi e dello spettacolo. Il team di Agorà ha una lunga esperienza nel fornire soluzioni tecniche di alta qualità, e si è dimostrato un partner affidabile e competente nella realizzazione del nostro progetto.
La loro proposta ha mostrato un approccio innovativo e una profonda comprensione delle nostre necessità, evidenziando una grande attenzione per i dettagli e un'ottima padronanza delle ultime tecnologie disponibili.

Color Strike M si è dimostrato estremamente performante e, soprattutto, impattante. Sia il modulo White che il modulo Wash full color hanno un'intensità luminosa impressionante, in grado di catturare l'attenzione del pubblico e creare atmosfere suggestive. La loro capacità di miscelazione dei colori è semplicemente eccezionale, consentendo transizioni fluide e vibranti.

Color Strike M è una macchina multifunzionale, che sa adattarsi alle diverse esigenze dello spettacolo; la versatilità del modulo Wash si è manifestata soprattutto attraverso il cambio di colore – che è diventato un elemento caratterizzante dell'intero show – generando  un'ampia gamma di tonalità e sfumature, con cui abbiamo creato atmosfere e scenari cromatici unici.
Il modulo Strobo è stato particolarmente sorprendente. Grazie alla doppia fila di LED, ha generato un impatto visivo straordinario, perfetto per stacchi e momenti di grande energia. Gli effetti di strobo hanno contribuito a creare un'esperienza coinvolgente e dinamica per gli spettatori, accentuando l'intensità degli attimi clou dello show.

In conclusione, Color Strike M ha dimostrato di essere un prezioso alleato nell'allestimento del nostro spettacolo. La sua versatilità, l'imponenza dell'intensità luminosa e la possibilità di sfruttare sia il modulo Wash che il modulo Strobo, ci hanno permesso di creare effetti luminosi di grande impatto, trasformando l'atmosfera dell'evento.
Siamo estremamente soddisfatti dei risultati ottenuti.”

Artista: Elodie
Evento: Elodie in concerto

Location: Mediolanum Forum, Assago
Lighting Design: Blearred Lighting Design Studio
Lighting Designers: Davide Pedrotti, Ivan Russo

Service: Agorà
Produzione: Vivo Concerti

Blearred Lighting Design Studio
Blearred Lighting Design Studio è uno studio di progettazione illuminotecnica d’avanguardia, con sede a Milano. Il suo team di professionisti fornisce soluzioni di illuminazione innovative e visivamente appassionanti per un’ampia gamma di progetti. Con la sua vasta competenza negli spettacoli dal vivo, in eventi aziendali, installazioni architettoniche e altri ambiti, il team di Blearred crea esperienze indimenticabili capaci di affascinare il pubblico lasciando un’impressione duratura.

La continua ricerca dell’eccellenza ha portato il Blearred Lighting Design Studio a collaborare con alcuni dei nomi più prestigiosi del settore, guadagnandosi una solida reputazione per la sua impareggiabile attenzione ai dettagli, e per la capacità di creare ambienti visivi che ispirano meraviglia.

Sfera Ebbasta – il re dei rapper italiani, da due anni il più scaricato sulla rete – si è esibito lo scorso 27 Aprile in concerto all’Arena di Verona, tempio del melodramma ma anche tappa obbligata per i tour dei maggiori artisti pop italiani.
Non è bastato un solo concerto per soddisfare l’esercito dei fans – biglietti immediatamente sold-out – così il rapper di Cinisello Balsamo ha fatto il bis la sera seguente.
Si è trattato della data zero del suo summer tour con cui parteciparà in Luglio e Agosto ai principali eventi musicali nazionali, attraversando l’Italia da Bergamo a Catania.
Uno show coloratissimo, e molto curato nell’interazione tra le riprese video – trasmesse sui LED wall fissi e motorizzati – e l’impianto di illuminazione.

Un setup con un vero asso nella manica: il debutto di Sfera all’Arena di Verona infatti, ha coinciso con la prima assoluta in Italia del Color Strike M, il nuovo proiettore Strobo / Wash motorizzato IP65 di Chauvet.
Ringraziamo Giorgio ‘Josh’ Geromin, Lighting Designer del tour di Sfera Ebbasta, con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere sulla sua esperienza con il Color Strike M.

Il Color Strike M è utilizzato in tournée da grandi artisti internazionali (come i Coldplay); ma tu sei il Lighting Designer che lo ha tenuto ufficialmente a battesimo in Italia.
Cosa ti ha convinto a scegliere questo prodotto per il tour di Sfera?

“Venivamo dal ‘Famoso Tour’ del 2022 nei palazzetti, in cui avevamo utilizzato un altro modello di strobo / wash che non era IP65; e questo aveva rappresentato un bel problema nelle date all’aperto.
Preparandoci per la tournée estiva, ho voluto fare delle modifiche al setup generale, per poterci configurare da open-air.
Quando sono stato contattato da Agorà per definirle, la prima cosa che ho sottolineato è che con i vecchi proiettori avremmo avuto lo stesso problema per tutto il tour estivo; perchè avevo intenzione di metterli sul fronte palco, e in caso di pioggia sapevo perfettamente che sarebbe stato un handicap.
La cosa importante è che da Agorà ho avuto la possibilità di testare il nuovo prodotto di Chauvet; hanno messo le due macchine fianco a fianco, e il Color Strike M faceva il doppio della luce dell’altro.
Quindi, fondamentalmente, grande potenza luminosa, che per le situazioni all’aperto è molto importante; e poi questa modalità wash in cui fa davvero molto colore… e il live di Sfera è un live estremamente colorato.

Questo è un elemento su cui abbiamo lavorato parecchio; lo show di Sfera ha una componente musicale molto intensa, molto forte; ho sentito subito il bisogno di creare coinvolgimento, di rendere il pubblico parte dello show, di tutto quello che succedeva sul palco, superando la divisione stage / platea.
La maniera migliore era andare fuori in maniera dinamica con i fari, curando moltissimo l’aspetto del colore.
Con il Color Strike M puoi lavorare contemporaneamente con più elementi; ad esempio il plate colorato in alternanza con la parte lineare strobo; questo è stato uno degli effetti principali che ho usato, andando a sottolineare, nello specifico, gli impulsi delle casse.
Ho posizionato 2 Color Strike sotto ciascuno dei 3 pod mobili. Quando programmi, ti rendi conto di quanto è utile avere una strobo motorizzata: dato che i pod sono degli elementi mobili, non potevo partire con un puntamento fisso; dovevo andare a modificare i puntamenti a seconda delle posizioni che assumevano i pod; perciò ogni configurazione aveva circa 4 preset dedicati con le posizioni dei Color Strike, per fare in modo che si vedessero qualunque fosse l’inclinazione che io davo ai pod; quella caratteristica è stata fondamentale.
Per i Color Strike posizionati sul LED wall di controluce, stessa cosa; nel momento in cui i pod scendevano o salivano, si poteva andare a creare una situazione di impallo visivo tra i pod e il LED wall che stava dietro; anche lì, il fatto di avere una strobo motorizzata permetteva di modificare l’angolazione fisica del faro in modo che la proiezione uscisse sempre, o che andasse a creare degli effetti di controluce proprio sulle strutture, per rendere il tutto un pò più industrial.

Abbiamo usato 36 Color Strike in tutto, posizionate tra le americane in controluce, i pod mobili, alcune sovrastrutture – che poi erano quelle che permettevano ai pod di muoversi, ancorate fisicamente al tetto – e un’altra serie di 8 macchine sulla linea dell’americana frontale, per aiutarci con l’audience.
Avendo a disposizione questa forte emissione di luce, nel momento in cui mi sono trovato all’Arena di Verona con il setup dei palazzetti – quindi due situazioni completamente diverse per l’illuminazione del pubblico – i Color Strike mi hanno permesso di illuminare anche l’audience più lontana.

Li ho utilizzati in maniera, diciamo così, molto ibrida. Abbiamo coperto vari spot, potendo passare dagli accecatori ai wash, all’effettistica pura, con l’utilizzo dei gobos con i plates. Ho usato i Color Strike in modalità 24 ch, perchè arrivavo da una programmazione simile; niente pixel mapping perchè c’è molto spazio tra loro e non si vedrebbe l’effetto, perciò non l’ho ragionata come matrice.

Durante lo show ci sono stati due momenti in cui ho impiegato il tilt motorizzato come un effetto: una specie di fly out, creando un preciso movimento: si accendevano dal palco, uscivano fuori verso il pubblico, davano l’ultimo colpo poi si spegnevano, tornavano in posizione e riprendevano il movimento. Quindi, li ho utilizzati anche come effettistica di movimento; in pratica, dei Color Strike ho usato proprio tutto.

Per il tour estivo ridimensioneremo un pò il setup: non porteremo le movimentazioni – perchè diventa molto complicato usarle – e la parte tetto.

Però riproponiamo esattamente quello che è il setup generale delle prime due date, tutte le luci floor. Fondamentalmente, lo stage rimarrà identico. I Color Strike che non metto sul tetto me li porto giù sul floor; comunque il numero totale rimarrà invariato.

Con il Color Strike mi sono trovato molto bene, e ho intenzione di continuare ad usarlo nei miei prossimi progetti.
Anche perchè ha due caratteristiche che ne fanno un proiettore differente rispetto ad altre macchine di questo genere: una luminosità straordinaria e la protezione IP65, che lo rende perfetto per le tournée estive.”

Location: Arena di Verona

Data: Maggio 2023

Service: Agorà

LD: Giorgio ‘Josh’ Geromin

Foto 1 / 2: Virginia Bettoja per Trident Music.

Giorgio ‘Josh’ Geromin, bio.
Inizia a muoversi tra tour e eventi nel 2004 collaborando con alcune realtà musicali dell'underground (Africa Unite, Bluebeaters, Perturbazione, Persiana Jones , Levante etc...).
Nel corso degli anni, seguendo tour nazionali ed internazionali, come Bollywood e la compagnia moderna di tip tap "Tap Dogs", e Festival, come Pistoia Blues, Italia Wave, Gods of Metal, approfondisce gli studi di Show design e Light design applicati al touring e rivolti alla ripresa televisiva.
Negli ultimi anni ha collaborato come Show e Light designer per vari artisti tra cui Sfera Ebbasta, Gianni Morandi, Pinguini tattici nucleari, Luchè, Willie Peyote, Bowland e altri.

60 Clone, gli eleganti proiettori dalla calda luce al tungsteno e dall’inedita estetica, sono stati installati sul palco Live You Play del recente MIR2023.
Abbiamo chiesto a Massimo Tomasino – LD del main stage Live You Play – perchè li ha scelti e come li ha utilizzati.

“La prima cosa che mi è piaciuta è il look del Clone. Noi spesso disponiamo i blinders in modo da comporre un disegno; i Clone invece, anche se ne metti solo 6, con quella bella scocca fanno già scenografia. In più i Clone hanno quella luce calda che io amo; sì, il colore della lampada alogena è proprio un’altra cosa; intendo quello vero, non quello a LED. Il Clone mi ha ricordato i vecchi blinders, quelli con la luce del tungsteno. Insomma, alla fine la scenografia l’hanno fatta i Clone; gli altri erano solo proiettori appesi.

Ci sono momenti in cui li ho usati al 3% della luminosità, creando tutti questi puntini di luce, uno vicino all’altro; la gente mi chiedeva: cosa stai usando? Poi quando li accendevo a piena potenza rimanevano sorpresi; dicevano: Ma è lo stesso! Sembrava un’altra cosa.
Insomma mi sono divertito e mi hanno fatto i complimenti, ma i complimenti andavano ai Clone; io li ho solo posizionati.

Ne ho già specificati 90 per il prossimo Unlocked Music Festival, al posto dei normali blinder; la luce è diversa, la forma è diversa; è un prodotto che fa la scena, a qualunque potenza lo utilizzi.”

Massimo Tomasino, bio.

Massimo Tomasino nasce a Palermo ed inizia la sua carriera nel 89 in teatro, dove comincia al lavorare acquisendo una esperienza che lo porta in vari settori.
Firma come Lighting Designer progetti di Prosa, Danza, Concerti Live, Opere, Operette, Musical, Videoclip, Sfilate e Show Televisivi.
Vanta collaborazioni con Produzioni, Registi, Coreografi ed Artisti, italiani ed Internazionali.
La sensibilità teatrale lo aiuta a concretizzare la passione per la musica aprendo un apprezzato mondo del Live Concert e cominciando cosi a seguire diversi tour italiani, europei e mondiali.

‘The Voice Senior 2023’, il brillante talent show in onda in prima serata su RAI 1, ha scelto per il secondo anno consecutivo i proiettori Clone, distribuiti in esclusiva da Zalight.

300 Clone, con la loro calda luce al tungsteno e l’elegante estetica, sono diventati, anche nella stagione 2023, l’elemento scenografico più riconoscibile e rappresentativo dello show, grazie allo straordinario lavoro dello scenografo e del Direttore della Fotografia.

La finale a 12 – che ha sbaragliato la concorrenza delle altre reti con uno share del 23,56% – è stata vinta con una strepitosa performance da Maria Teresa Reale, alla quale inviamo i nostri più sinceri complimenti.
La fornitura è stata affidata ad Europroduzioni SRL.

Per maggiori informazioni sul kit CLONE: SCOPRI DI PIÙ

Radio Italia si è trasferita a Sanremo in occasione della 73a edizione del Festival, impegnata in una diretta – in contemporanea radio e video – trasmessa dallo studio ‘Fuori Sanremo Intesa San Paolo’, allestito negli spazi del Grand Hotel Londra.

Uno studio realizzato con una infrastruttura illuminotecnica molto performante ma anche molto flessibile, viste le differenti situazioni (interviste, concerti) che si svolgevano nello stesso spazio.

Ivan Lavezzoli, LD di Radio Italia, ci ha descritto il setup che ha creato per l’evento.

“Qui al ‘Fuori Sanremo Intesa Sanpaolo’ abbiamo una situazione un po' ibrida: durante il giorno, nello studio televisivo vengono realizzate le dirette per il canale che va in onda sul canale 70 del Digitale terrestre mentre la sera il palco si trasforma in un vero e proprio live dove i cantanti vengono ad esibirsi.

Il setup per le interviste e quello del serale sono molto simili, perché spesso abbiamo solo mezz'ora per preparare tutto, e anche perché gli artisti non hanno il tempo di venire a provare.

Come luci, abbiamo la nuova testa mobile Rogue Outcast 1 BeamWash della Chauvet, bellissima e con degli effetti fantastici; oltre a essere silenziosissima e compatta, sebbene sia IP65, fa veramente un sacco di luce; inoltre ha come peculiarità questo anello che durante il pomeriggio usiamo come effetto fisso per fare un pò di scenografia; invece la sera per i pezzi movimentati lo usiamo come un effetto dinamico, come se ci fossero due proiettori: puoi gestire l'anello esterno, puoi gestire il Beam e puoi farlo diventare un Wash più aperto; insomma un proiettore molto versatile che ti permette di fare praticamente tutto.

Oltre ai Rogue, utilizziamo i tubi Well STX 360, sempre della Chauvet, per i live.

Li usiamo la sera arricchendo la scenografia; li ho impostati in modalità 15 canali, integrati nelle memorie luci come un differente colore; poi do loro degli effetti di dimmer o di flash / strobo, molto morbidi, perché comunque i nostri set sono acustici; li uso soprattutto come scena luminosa, con un colore che va ad integrarsi con il resto dei fari. A Differenza dei tubi led che si utilizzano normalmente di questo ho apprezzato molto le dimensioni più corpose oltre al fatto che emette luce a 360° quindi molto interessante per le riprese televisive.

Poi abbiamo i Clone, bellissimi: li uso il pomeriggio, come scenografia, tenendoli molto bassi per far risaltare questo bel controluce caldo, dato che ho un frontale ‘freddo’. Invece la sera nei live ho programmato degli effetti di dimmer che aggiungono dinamismo; nei pezzi più ritmati li uso come accecatori per il pubblico, e fanno proprio un bell'effetto, oltre a riempire e valorizzare tutte le americane.

Per controllare il setup, utilizzo una console LightShark LS1 munita di due tablet, con cui mi trovo molto bene; è molto versatile, e aspetto da voi la Wing per avere altri 10 canali; io lavoro alla vecchia maniera, con tanti bei cursori, e con la LightShark mi trovo a mio agio anche in questa situazione."

Prodotti installati (distributi da Zalight)
Palco:


Illuminazione dell'ambiente:

Pannello Broadcast per rendere un incarnato naturale e luminoso alle presentatrici:

Set up di controllo:


www.zalight.it
info@zalight.it

La location per l’annncio ufficiale di questo importante accordo non poteva essere migliore: la collaborazione tra Chauvet e Zalight, infatti, inizia operativamente all’ISE 2023 di Barcellona; l’evento mondiale centrale per tutti i professionisti, vera piattaforma per il lancio delle migliori innovazioni AV e Lighting; un’occasione benaugurale per Zalight, sempre più un hub delle più interessanti tecnologie illuminotecniche in Italia.

Zalight è cresciuta a un ritmo straordinario nell’ultimo anno, sia nell’acquisizione di importanti brands in distribuzione, sia nella sua capillare presenza nei principali settori del lighting professionale.

Un trend positivo ulteriormente confermato dall’accordo appena siglato con il colosso americano Chauvet.

“Il brand Chauvet Professional non ha bisogno di presentazioni; – ha dichiarato Graziano Zanini (Amministratore di Zalight) – un marchio globale con sedi e stabilimenti in USA e nei principali Paesi europei; una leadership universalmente riconosciuta, per il suo vasto catalogo di prodotti di altissima qualità, e per la capacità di rispondere velocemente alle esigenze del mercato con soluzioni tecnologiche sempre innovative.  Ne sono un recente esempio la strobo Color Strike M, la PXL Bar 16 e tutte le nuove teste mobili IP65 che vengono sempre più di frequente specificate in tanti tour internazionali. Ma anche la linea teatrale Ovation, i numerosi prodotti wirless a batteria, e tanti altri prodotti del catalogo che stanno velocemente diventando degli standard nel mercato del lighting professionale mondiale.”

 “Con la sua straordinaria gamma di prodotti – ha aggiunto Luca Di Donato (Business Developer Manager di Zalight) – Chauvet Professional offre infinite possibilità ai professionisti dell’illuminazione. Il nostro obiettivo è farlo diventare anche in Italia un Brand di riferimento, come già avviene in molti Paesi a livello mondiale.

Siamo convinti che con la nostra rete vendita specializzata, creata a copertura dell'intero territorio nazionale, e la nostra conoscenza del mercato, Chauvet Professional saprà conquistare velocemente anche in Italia ampie quote di mercato, sia nel settore spettacolo che nel Broadcast, nei progetti e nelle installazioni.

Abbiamo completa fiducia nella collaborazione con Chauvet, che nonostante la dimensione globale è molto attenta alle esigenze di ciascun Paese. Con il management internazionale e con il nostro referente europeo Antonio Parise si è subito creata una grande sintonia che si tramuterà sicuramente in un pieno supporto per lo sviluppo del mercato italiano.”

tel. +39 0376 1331094
fax +39 0376 1331094
e-mail: info@zalight.it

Sede operativa:
Via dell’Artigianato, 20
46024 Moglia (MN)

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