‘L’Ultima Notte Rosa – The Final Tour’, la lunga tournée mondiale in 4 continenti con cui Umberto Tozzi ha dato il suo addio alle scene, si è conclusa lo scorso 5 Ottobre con uno spettacolare concerto all’Arena di Verona. Era esaurita in ogni ordine di posti. Una straordinaria cornice che ha riverberato i colori di un light show emozionante e suggestivo, creato con i Maverick Storm 3 BeamWash e le Color Strike M di Chauvet Professional.
Degno finale di carriera per uno straordinario artista che ha venduto oltre 80 milioni di dischi. Autore di hit internazionali come Gloria, Stella Stai, Ti amo, Si può dare di più.
Ma come era prevedibile per un artista osannato come lui – e per la gioia dei suoi fans – quello dell’Arena di Verona non è stato un addio, ma l’arrivederci ad un nuovo tour in partenza il prossimo Marzo. Concerti sia in Italia che all’estero e la partecipazione di un’orchestra sinfonica.
Alla console luci ci sarà come sempre il suo amico di lunga data e Lighting Designer di fiducia, Massimo Tomasino.
Ringraziamo Massimo per averci raccontato i retroscena del concerto all’Arena, e come ha utilizzato i 116 Maverick Storm 3 BeamWash e Color Strike M del suo light plot.
I proiettori Chauvet Professional hanno trasformato l’Arena in un capolavoro di luce e colore.
Su quello stage si esibiva Zucchero con i concerti della sua residency ‘Zucchero in Arena / Overdose d’amore’. Tra una data e l’altra, negli off di Zucchero c’erano stati anche altri artisti.
La mia intenzione era quella di montare all’Arena di Verona il nostro setup dei palazzetti (i concerti in teatro, dal punto di vista illuminotecnico, erano semplicemente la riduzione di quel setup); ma era materialmente impossibile smontare tutto l’allestimento di Zucchero – al quale, tra parentesi, si adattavano gli altri artisti che facevano tappa nell’Arena – e rimontare il nostro in tempo per il concerto di Umberto, quindi smontando solo la parte piu scenografica, come il cerchio con il LED back, aggiungendo qualche truss, togliendo alcune luci ma aggiungendone altre in posizioni diverse, si e’ arrivato ad un buon compromesso
Tieni conto che noi siamo entrati alle 2 del mattino dopo che hanno smontato il floor, il video LED e spostando alcune truss del precedente spettacolo adattato invece al mio di set up.
È una cosa che succede spesso, e io mi sono abituato a riadattare, quando necessario, il nostro show alle situazioni che trovo, chiaramente aggiungendo e modificando quanto possibile.
Per il concerto dell’Arena ho rifatto completamente il floor, mentre, per il roof oltre l’americana aggiunta mi sono adattato anche perché rispecchiava il mio project.
L’americana frontale poteva sostituire quella del mio disegno. Ho fatto spostare più indietro la truss aggiunta al disegno esistente, che i miei precedenti avevano usato più spostata in avanti. Ho invece rimaneggiato ampiamente il back: il grande cerchio di truss contornata da luci con LED back è stato sostituito da strisce di LED alternate con tubi, su ognuno dei quali erano presenti 4 barre LED dinamiche. Tutte le americane le ho fatte mettere a differenti altezze, scalate dalla prima verso il fondo. Non ho portato il mio parco macchine; ma avendo a disposizione l’ottimo materiale di Agorà residente in Arena, non ho avuto problemi. In più un supporto tecnico all’altezza e super professionale pilotato da Michele Donninelli (di Agorà) mi ha messo a mio agio; quindi ho riadattato il mio setup dei palazzetti a quello dell’Arena con molta serenità.
Corretto. Le Color Strike M di Chauvet Professional le conosco molto bene. Le ho utilizzate per tour o eventi di Venditti, D’angelo, Peggy Gou, Loredana Bertè, Carl Cox, e in tante altre situazioni; qualunque mio rider vedi, le Color Strike M non mancano mai. Con Tozzi le ho avute con me per tutto il tour; l’unica differenza tra i due setup è che io le uso a 74 canali, mentre all’Arena erano settate a 24 canali; quindi ho dovuto riadattare molti degli effetti che avevo in console, ma ti posso dire che hanno fatto lo stesso una bellissima figura.
Mi piace usarle come scenografia; con quelle in back ho fatto il fondo ai musicisti, per esigenze televisive; ma spesso le uso in questo modo, mi piace un effetto siluette (il concerto sarà trasmesso su Canale 5). Quando la telecamera inquadra sia loro che il LED Wall, il fondo di colore è importante, altrimenti vedi il nero. Io di solito li indirizzo verso i musicisti in controluce, ma in questo caso li ho puntati verso l’alto, per creare un muro di colore tra loro e il LED wall.
Le Color Strike a terra sul fronte palco andavano a contornare quelle appese alle americane; inoltre c’erano due longheroni di truss che andavano a finire sulle gradinate; tutte accese creavano una bellissima scenografia, sulla quale mi sono divertito a giocare con effetti, movimenti, e con botte di strobo sugli stacchi delle canzoni.
I Maverick Storm 3 BeamWash di Chauvet Professional ho avuto modo di provarli per la prima volta due settimane prima del concerto; ero con Venditti, sempre all’Arena; l’Arena è una location con una conformazione particolare, con ampi spazi da gestire, e il palco aveva altezze importanti. In una situazione del genere ci vuole un Wash che ti dia – come la chiamo io – la botta di luce, di colore. La produzione mi ha proposto il Maverick, che non avevo mai usato; ma appena l’ho provato su WYSIWYG, ho subito percepito la sua potenza, già da lì vedevo la botta di luce, così mi sono preparato per il concerto di Umberto con la giusta tranquillità.
Una delle cose che mi piacciono di più del Maverick è che mantiene la sua luminosità anche quando uso massicciamente tutta l’effettistica. Da questo punto di vista ho sfruttato tutte le sue caratteristiche. Ti faccio un esempio: c’è un brano molto particolare, emozionale – ‘Donna amante mia’ – in cui partivo solo con gli anelli RGB mappabili; per come avevo distribuito i Maverick, a varie altezze e sul floor, già si creava una scena di grande suggestione. Poi sull’inciso facevo partire una bella proiezione Beam. Insomma, vari effetti di grande efficacia creati con un solo proiettore; utilizzando gli effetti di pixel-mapping assieme al doppio zoom, chiudendoli e aprendoli in successione alternata sui vari Maverick, è come se avessi avuto quattro volte la quantità di macchine che avevo installato. In pratica, un Wash con una versatilità straordinaria, che ti permette infinite applicazioni illuminotecniche e scenografiche.
Partiamo dai Maverick Storm 3 BeamWash (48 unità):
I Color Strike M (totale 68 unità):
Avendo usato molti altri Wash ti posso dire che il vantaggio del Maverick di Chauvet Professional è di essere una macchina multi-funzionale, estremamente versatile, capace di eccellere in ogni caratteristica. Una potenza di oltre 50.000 Lux; il doppio zoom che mi piace tantissimo, perché apre veramente parecchio; il pixel Mapping. Avrei dovuto installare varie tipologie di proiettori per ottenere gli stessi risultati, invece mi sono bastati i Maverick. Con Chauvet Professional ho ottimizzato il setup senza compromessi su potenza e versatilità.
Poi i colori; il mio parametro per giudicare la qualità dei colori di un proiettore è il rosso, il Red 106, quello delle gelatine di una volta, e la resa cromatica del Maverick su questo, ma anche su tutti gli altri colori è veramente ottima.




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